Nardò presente al BMTA di pestum

Con grande soddisfazione ho appreso che la Citta’ di Nardo’ sarà presente alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum attraverso suoi rappresentanti, e non solo aderendo “asetticamente” all’iniziativa della Provincia di Lecce, a cui va comunque rivolto un plauso perché, così come per le aree protette, anche per i beni culturali sta ragionando in termini di “rete salentina”, accomunando 14 centri salentini di origine messapica.

Questo e’ un evidente segno che anche Nardo’ ha percepito che tutelare, rendere fruibili e valorizzare i beni culturali di cui “gode” il nostro territorio, può favorire la commercializzazione di prodotti turistici specifici che mirino ad un turismo di qualità, circostanza questa che ha portato la Regione Puglia ai vertici di gradimento da parte dei turisti e che va incontro a quel processo di destagionalizzazione delle presenze su cui tanto si sta investendo per spalmare le economie provenienti dall’industria turistica, durante tutto l’anno.
Nardo’, infatti, come da anni ci insegnano Raffaele Onorato, Vittorio Marras, Giampiero Dantoni, Benedetto Vetere, Giancarlo De Pascalis, Marcello Gaballo, Paolo Pisacane, Paolo Zacchino, Giuseppe Piccioli, Mario Mennonna, Salvatore Ingusci, Maria Laura Spano, e molti altri studiosi o semplici “innamorati” della nostra storia, e’ ricca di emergenze da salvaguardare e valorizzare.
Basti pensare, solo per citarne alcune, al Centro Storico vero e proprio “scrigno” messapico e non solo; a Portoselvaggio con il suo distretto archeologico contenente 14 ambienti di grotta censiti nel catasto speleologico, tra cui Grotta Bernardini, Uluzzo, Capelvenere, Cavallo (vero e proprio santuario archeologico), ecc., senza citare quelle sommerse, e poi, la cava messapica, il muraglione di fortificazione del bronzo, il Villaggio neolitico di Serra Cicora, l’insediamento romano del Frascone; S.Maria al B. con la necropoli romana e le terme romane delle Quattro Colonne; S.Caterina con il porto messapico; Villaggio Boncore (cuore dell’Arneo) con le numerose presenze messapiche e romane.
Insomma oltre 120.000 anni della nostra storia tutta da portare “alla luce” e promuovere come prodotto turistico – culturale, per farne volano di sviluppo del sapere, ed economico della nostra Citta’ e del Salento.
E’ appena il caso di evidenziare che il conseguimento di quest’ambizioso obiettivo non puo’ che passare attraverso la consapevolezza da parte dei cittadini che le valenze archeologiche, proprio perché fragili, vanno innanzitutto salvaguardate.
In questo dobbiamo prendere esempio dagli anziani, per il rispetto che nutrivano nei confronti delle testimonianze lasciateci in eredita’ dalle civiltà che ci hanno preceduto.
A tal proposito, un episodio virtuoso si e’ verificato ultimamente quando un proprietario terriero mi ha segnalato la presenza in loc. S.Chiara d’Arneo, di un antico tratto di strada, che sembrerebbe non censita nella Carta Archeologica, quindi non tutelata.
Della questione ho interessato la prof. Rita Auriemma che ha delegato una sua collaboratrice per fare le opportune ricerche, e quindi se meritevole, segnalarla agli Enti di competenza per i vincoli del caso.

Mino Natalizio
Noi per Nardo’

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