La sezione regionale della Corte dei Conti, con la deliberazione n. 123/PRSP/2010 del 27 ottobre scorso, ha ravvisato “elementi di grave irregolarità contabile” nel rendiconto consuntivo del  Comune di Nardò dell’anno 2008.

La deliberazione, che prende spunto dalla relazione dell’Organo di Revisione del Comune, affronta sostanzialmente cinque punti: 1. la corretta allocazione in bilancio di alcune voci (in particolare entrate da permessi da costruire e entrate e spese per la gestione dei rifiuti); 2. il sistema di calcolo della gestione di competenza di conto capitale; 3. la corrispondenza  (formale, non mancherebbe un centesimo) fra fondo di cassa e conto del Tesoriere; 4. i debiti fuori bilancio; 5. l’indennità di risultato dei dirigenti per l’anno 2007.

Il provvedimento della Corte dei Conti è assai articolato e prende in esame diverse questioni, richiamando più livelli di responsabilità. Non è mia intenzione, in questa sede, commentarlo e offrire la mia opinione sulle diverse vicende affrontate (ma lo farò se mi sarà richiesto).

Tengo, però, a rilevare che la Corte dei Conti sicuramente sbaglia quando rileva il mancato riconoscimento di debiti fuori bilancio nel periodo 2003-2007 (anni in cui ricoprivo la carica di vicesindaco).
Alla pagina 9 del provvedimento si afferma che nella riunione del Consiglio comunale del 31 ottobre 2009 “sono stati riconosciuti debiti fuori bilancio di vecchia provenienza (esercizi 2003-2004-2005-2006-2007 e 2008) per un totale complessivo di € 2.359.526,63. Ne deriva che per un lunghissimo periodo di tempo, e nonostante l’esistenza di azioni esecutive intraprese dai creditori, il Comune di Nardò ha omesso di evidenziare la formazione di debiti fuori bilancio e di adottare i conseguenti provvedimenti di riconoscimento in palese violazione dei principi contabili e dei citati articoli del D. Lsg. 267/00”.

Non è così. Sul punto la Corte dei Conti afferma una cosa non vera. Negli anni dal 2003 al 2007, infatti, il consiglio comunale di Nardò ha regolarmente approvato, spesso dopo appassionata discussione e sempre al termine di puntiglioso esame della preposta commissione consiliare, oltre venti deliberazioni di riconoscimento di debito fuori bilancio. 
Anche le altre questioni, in ordine alle quali condivido parzialmente il pronunciamento della Corte dei Conti, meriterebbero un esame molto approfondito.

Marcello Risi
Ufficio di Presidenza nazionale di Legautonomie
Vice sindaco di Nardò dal giugno 2002 al giugno 2007

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