Abbiamo sentito in questi giorni una serie di argomenti a sostegno  della scelta nucleare, argomenti che parlano anche di una sicurezza del trattamento delle scorie (il prof. Veronesi ha affermato che lui dormirebbe tranquillamente accanto alle scorie nucleari)

In questo campo le opinioni dei fisici valgono più di quelle dei medici (che curano gli effetti del nucleare) che di quelle degli ingegneri (interessati solo alla tecnologia che consente loro di lavorare) per cui le parole del Premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia assumono un valore profetico.
Fare Verde  consiglia a tutti gli italiani di meditare profondamente su quanto il professore scrive.
Chi sconsideratamente vuole affossare il referendum dovrebbe rendersi conto delle responsabilità che si assume rispetto alle generazioni future.
Riflettiamo ed andiamo in massa a votare domenica prossima votando SI all’abrogazione delle leggi a favore di nuove centrli nucleari.

Carlo Rubbia sulle scorie naturali
“(OMISSIS) …Si apre a questo punto grave problema dell’eliminazione dei rifiuti radioattivi. Con vari metodi sono inceneriti, triturati, macinati, pressati, vetrificati e inglobati in fusti impermeabili a loro volta disposti in recipienti di acciaio inossidabile, veri e propri sarcofaghi in miniatura.
Queste “vergogne” dell’energia nucleare vengono nascoste nelle profondità sotterranee e marine. Non abbiamo la minima idea di quello che potrebbe succedere dei fusti con tonnellate di sostanze radioattive che abbiamo già seppellito e di quelli che aspettano di esserlo. Ci liberiamo di un problema passandolo in eredità alle generazioni future, perché queste scorie saranno attive per millenni.
La sicurezza assoluta non esiste neppure in quest’ultimo stadio del ciclo nucleare. I cimiteri radioattivi possono essere violati da terremoti, bombardamenti, atti di sabotaggio. Malgrado tutte le precauzioni tecnologiche, lo spessore e la resistenza dei materiali in cui questi rifiuti della fissione sono sigillati, la radioattività può, in condizioni estreme, sprigionarsi in qualche misura, soprattutto dai fusti calati nei fondali marini. Si sono trovate tracce di cesio e di plutonio e altri radioisotopi nella fauna e nella flora dei mari più usati come cimiteri nucleari. Neppure il deposito sotterraneo, a centinaia di metri di profondità può essere ritenuto secondo me, completamente sicuro. Sotto la pressione delle rocce, a migliaia di anni da oggi, dimenticate dalle generazioni a venire, le scorie potrebbero spezzarsi o essere assorbite da un cambiamento geologico che trasformi una zona da secca in umida, entrare quindi nelle acque e andare lontano a contaminare l’uomo attraverso la catena alimentare. A mio parere queste scorie rappresentano delle bombe ritardate. Le nascondiamo pensando che non ci saremo per risponderne personalmente.”Carlo Rubbia

Graziano De Tuglie
Presidente Provinciale
Fare Verde

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