Natalizio & Vaglio: Lettera la sindaco

Sig. Sindaco prima che ulteriori decisioni vengano prese sulle nostre teste dovrebbe, senza perdere ulteriore tempo, chiedere un incontro con l’assessore regionale Amati, affinché il Comune di Nardò

 possa esprimersi sull’utilizzo delle risorse che, attraverso un apposito progetto, la Regione intende impiegare per “sistemare” l’annosa questione del sistema fognario di Porto Cesareo, che ci vede coinvolti quale recapito finale delle acque reflue.
Del resto molto spesso leggiamo di amministratori che si recano a Bari per affrontare situazioni delicate che riguardano depuratori che provocano vulnus ambientali ai propri territori, o a causa del cattivo funzionamento o addirittura per l’assenza di impianti di depurazione. Questo in un Salento che fonda sempre più la sua economia sulla vocazione turistica.

Abbiamo in passato, inascoltati, espresso la necessità di rivedere il progetto di che trattasi, tra l’altro più volte modificato nel corso degli ultimi anni, fino ad arrivare a quello odierno che prevede una condotta sottomarina per una profondità di due miglia partendo dal recapito finale di Torreinserraglio e rimandando a non si capisce bene quando, l’adeguamento (anche se secondo bene informati, andrebbe ricostruito) del depuratore di Porto Cesareo. Nel frattempo però, si realizzerebbero le condotte per collegare tale impianto di depurazione allo sbocco nel mare neretino.

È appena il caso di evidenziare che tale decisione è stata assunta in tavoli tecnici in cui il Comune di Nardò, non è stato nemmeno invitato, nonostante  come visto, sia direttamente  interessato, denotando una “scorrettezza istituzionale” che rafforza le nostre convinzioni circa il fatto che i rappresentanti della nostra Città non siano stati coinvolti per evitare “interferenze” che avrebbero provocato delle lungaggini che la Regione vorrebbe evitare, essendo l’Italia sotto procedura di infrazione comunitaria, a causa della mancanza di sistema fognario a Porto Cesareo.

Per questo sindaco, a nostro avviso, sarebbe auspicabile che Lei invitasse la Regione ad impegnare tali somme per realizzare un impianto di bio – fitodepurazione con l’impiego delle acque depurate per usi agricoli. Anche alla luce della circostanza che il territorio dispone di una capillare ed efficiente rete di distribuzione idrica gestita dal Consorzio di Bonifica dell’Arneo, che piuttosto che emungere dai pozzi impoverendo la falda, potrebbe usufruire delle acque depurate.

Massimo Vaglio
Mino Natalizio

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