Capone al suo pubblico: 10 cose che farò

«Sono emozionatissima, più delle altre volte». E di «altre volte», Loredana Capone, vicepresidente della Regione Puglia, ne ha già vissute parecchie: le primarie del centrosinistra per le amministrative del 2007, la candidatura come presidente della Provincia nel 2009, 

quella come consigliera alla Regione nel 2010. Ieri sera, per la sua prima uscita ufficiale da candidata alle primarie per le amministrative 2012, ha giocato tutte le sue carte migliori. E la gente l’ha ben ripagata riempiendo le centinaia e centinaia di posti della sala delle ex Officine Cantelmo di Lecce. L’esponente del Pd arriva abbracciata alle due figlie più piccole, Federica e Marina. Le prime due, Maria Chiara e Letizia, sono ormai troppo grandi per seguire la mamma. La famiglia grande e «comprensiva» è il suo punto di forza, e Loredana non dimentica mai di ripeterlo.

E di ringraziare pubblicamente il marito, Massimo Romano, per la collaborazione. Per iniziare «il racconto di una nuova Lecce», la candidata sceglie un modo inconsueto e accattivante. Sul palco la precedono tre giovani ricercatori, due salentini e un partenopeo leccese d’adozione, che raccontano la loro esperienza virtuosa ma poco conosciuta ai più, nonostante i numerosissimi riconoscimenti internazionali. Sono Luana Persano, Sergio Casciaro e Alessandro Sannino, giovani, ma con curricula che sintetizzare in un foglio A4 è molto difficile. Tutti e tre spiegano perché hanno deciso di votare per Loredana Capone e cosa abbia fatto la Regione Puglia per sostenere i loro sforzi.

Sannino, in particolare, ha brevettato un gel idroassorbente utilizzato nelle cure contro l’obesità che una società americana produrrà con commesse per centinaia di milioni di dollari. In sala, a seguire i loro racconti, anche un gruppo di sordomuti. Sul palco, l’interprete che traduce il dibattito con il linguaggio dei segni. Infine, il microfono tocca a lei, la candidata, che delizia i suoi sostenitori con tempi teatrali, pause ad effetto, lessico chiaro e voce squillante e tanta, tanta emozione.

Il «racconto» si dipana velocemente, è sintetizzato in 10 punti e le scritte sul videowall aiutano a seguire il discorso. Su tutto, Loredana Capone mette l’accento sulla sua storia personale. E sulla sua voglia di riscatto sociale in una città dove – dice – si va avanti solo se si è «figlio di qualcuno». Sette fratelli, una casa povera, due genitori filosofi con la seconda elementare, lo studio come strumento di riscatto sociale. Da qui la sua analisi del fallimento di dieci anni di amministrazione di centrodestra a fare da contrappeso al sostegno della Regione Puglia alle opere più importanti.

Ricorda la sua storia di amministratrice, che comincia nel 1995 nella giunta di Stefano Salvemini, che evita accuratamente di nominare. Forse perché era il padre di Carlo, che la sfiderà alle primarie il prossimo 22 gennaio. Poi lancia le parole d’ordine per i «suoi» candidati consiglieri: onestà e competenza. Propone la consulta permanente dei giovani e chiude citando Gandhi. E se questo è il preludio, la campagna elettorale non sarà certo noiosa.(tratto da Corriere.it)

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