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Astronomia – Parte Sesta_bis: Storia Del Pianeta Terra

Questo è l’argomento più importante e sarà diviso in 3 parti: nel primo articolo (questo) vedremo la storia e l’evoluzione del nostro pianeta; nel secondo tratteremo le caratteristiche fisico-chimiche; il terzo articolo invece riguarderà le cause favorevoli che hanno permesso alla Terra di ospitare la vita. Cominciamo dunque dall’argomento storico.

La Terra, il pianeta in cui viviamo, è il risultato di un processo evolutivo di miliardi di anni, che l’uomo non è in grado di percepire con facilità. A volte può capitare di dare per scontato la nostra esistenza; pensare al nostro pianeta come un posto ideale per viverci, con atmosfera respirabile, temperature gradevoli, acqua in abbondanza, flora e fauna diversificate. Il fatto è che noi ci rapportiamo alla realtà in modo lineare, guardando al passato e al futuro in un periodo decisamente minuscolo se paragonato all’intera esistenza del nostri pianeta. L’evoluzione che ha portato il pianeta nelle condizioni di poter ospitare la vita è stato lungo e pieno di difficoltà. Le fasi che ha attaversato il nostro pianeta sono state molte: dal vulcanismo alla glaciazione; dagli impatti di meteore alle estinzioni di massa. Più volte in passato la vita è stata sull’orlo del baratro, ad un passo dall’estinzione ma per fortuna ciò non è accaduto.

 

 

 

Nascita e prima evoluzione

Abbiamo visto che i pianeti del sistema solare si sono formati dal disco protoplanetario, dopo la nascita della nostra stella, circa 4,5 miliardi di anni fa. I pianeti interni sono il risultato di aggregazioni di elementi pesanti, quelli esterni sono invece ricchi di elementi più leggeri. La Terra, essendo un pianeta roccioso, ha trascorso molto tempo in una fase “intermedia” dopo la sua creazione. All’inizio era una grande nuvola infuocata di polvere e gas che girava su se stessa, poi lentamente si è trasformata in una palla di roccia fusa, cioè liquida perché caldissima. Poi la superficie si raffreddò, formando la crosta terrestre, mentre al suo interno è rimasto il magma, il materiale bollente. Durante gli impatti con altri corpi celesti, avvenne la fusione dei materiali,  portando gli elementi a una diversa densità, facendo così affondare quelli di tipo metallico (ad alto contenuto ferroso) nella parte centrale della Terra formando così il nucleo del pianeta. Al contrario, gli elementi che evaporavano si trasformavano in gas creando la primitiva atmosfera.

Nascita della Luna

Subito dopo la sua nascita il nostro pianeta è stato vittima di una terribile, ma fondamentale collisione. Abbiamo visto che in principio i pianeti orbitanti attorno al Sole erano molto più numerosi di adesso e che le collisioni erano all’ordine del giorno. Subito dopo la sua nascita un planetoide delle dimensioni di Marte colpì la Terra, strappandole parte della crosta che finì nello spazio sotto forma di frammenti. Questi frammenti di roccia cominciarono ad orbitare attorno al nostro pianeta e col tempo si aggregarono formando la Luna. Fu un evento molto importante che “creò” le basi di una futura stabilità, in quanto la Luna ha rallentato la rotazione terreste, stabilizzando il suo asse e permettendo alla vita di potersi insediare in modo permanente. Senza la Luna la vita come la conosciamo non sarebbe la stessa ma avremo comunque modo di parlare del nostro satellite più avanti.

Prime forme di vita

Adesso analizziamo i processi che hanno portato alla creazione dell’atmosfera e dei mari sul nostro pianeta. Non ci interessa l’intera evoluzione ma solo i passaggi chiave. Sul pianeta in principio erano presenti numerosi vulcani da cui fuoriuscivano zolfo, ossigeno e altri gas. Questo ossigeno raggruppatosi formò grandi nuvole che causarono pioggie per decine di centinaia di anni. L’acqua riempì le enormi buche presenti sulla superficie terrestre e formando i primi mari e oceani. In queste acque un miscuglio di elementi diede vita ai batteri e alle alghe, esseri unicellulari (periodo precambriano). Da queste prime forme di vita, si formarono degli esseri pluricellulari, tipo i primi pesci, alghe e spugne. Questi esseri vissero per milioni di anni dentro le acque poiché all’esterno l’atmosfera non era respirabile. Le piante furono le prime a uscire dall’acqua poichè per vivere avevano bisogno di anidride carbonica e non di ossigeno. Infatti assorbirono l’anidride carbonica e rilasciarono l’ossigeno rendendo cosi l’atmosfera respirabile in maniera che gli animali potessero cominciare a svilupparsi anche sulla terraferma. Da allora l’evoluzione non si è più fermata. Così come si è evoluta la superficie terrestre, dalla Pangea alla deriva dei continenti, anche le specie viventi si sono evolute. Si è passati dai primi vertebrati ai dinosauri, ai mammiferi e all’uomo come fase finale dell’evoluzione.

Estinzioni di massa

La Terra è stata vittima di numerose estinzioni di massa che hanno portato il pianeta sull’orlo della distruzione ma da cui è sempre riuscita a rinascere. Nonostante la loro portata catastrofica, le grandi estinzioni hanno sgombrato la strada alla comparsa di nuove forme di vita. Queste pandemie hanno cambiato più volte il clima e l’habitat terrestre; si è passati da ere glaciali a periodi “infuocati” di eruzioni vulcaniche, da impatti meteorici a siccità e carestie tremende. Le più famose e documentate estinzioni di massa sono 5 tra cui spicca per importanza e relativa distanza temporale quella avvenuta circa 65 milioni di anni fa e che ha portato all’estinzione dei dinosauri: l’impatto di un meteorite. Questo enorme corpo celeste impattò sulla zona del Messico provocando un’energia equivalente all’esplosione di miliardi di testate nucleari. Esso però fu decisivo per la dominazione dei mammiferi sul pianeta, che portò l’uomo come prodotto dell’evoluzione finale. Un’altra catastrofe, ancor più violenta è stata quella accaduta circa 251 milioni di anni fa, verso la fine del Permiano. Essa fu talmente terribile da distruggere circa il 90% della vita terrestre, inclusi alcuni tipi di rettili e gran parte dei pesci e ad altre specie marine. L’esatta causa ancora non si conosce ma il principale indiziato è il vulcanismo. Enormi e violente eruzioni vulcaniche che hanno incendiato il terreno, coperto il cielo con nubi tossiche, impedendo ai raggi solari di arrivare sul suolo: il risultato fu un lungo periodo di era glaciale. A quel tempo la vita sulla Terra stava quasi per scomparire del tutto e il prezzo pagato è stato davvero salato viste le tantissime specie animali e vegetali andate perdute per sempre.

Impatti meteorici

Poco fa abbiamo visto il più importante impatto meteorico avvenuto sulla Terra oltre 65 milioni di anni fa e che costò la vita ai dinosauri. Sicuramente è stato il fenomeno più violento ma non crediate che sia stato l’unico visto che la Terra è stata vittima di collisioni con meteoriti e altri corpi celesti tantissime volte in passato. Essendo il nostro un pianeta “attivo” geologicamente, gran parte dei crateri sono stati poi cancellati dall’erosione, ma abbiamo la prova degli impatti, basta guardare la nostra vicina: la Luna. La Luna è un corpo “morto”, non ha atmosfera, dunque i crateri del passato sono tutt’ora sulla sua superifice e ben visibili usando un piccolo binocolo. Tutti gli impatti avvenuti sul pianeta però hanno avuto la loro importanza, visto che hanno “rimescolato” diversi elementi che tutt’ora usiamo. Basti pensare ai metalli preziosi e altri materiali molto importanti per noi, che all’inizio si trovavano nelle profondità della terra e che sono “risaliti” a causa di queste collisioni. Comunque non scordiamoci mai che facciamo parte del sistema solare, non siamo soli, vi sono centinaia di migliaia di corpi che orbitano attorno al Sole. Per fortuna abbiamo Giove dalla nostra parte; ebbene si il più grande pianeta del sistema solare svolge un ruolo fondamentale per noi. Vista la sua posizione strategica (si trova nel mezzo tra i pianeti interni e le zone esterne) e il suo enorme campo gravitazionale, Giove funge da “scudo” protettivo, allontanando o distruggendo la maggior parte (non tutti purtroppo) di asteroidi e comete che si addentrano nelle zone interne del sistema solare. Senza la presenza di Giove il rischio di impatti sulla Terra di comete e asteroidi sarebbe 1000 volte più alto.

Per adesso penso che possa bastare. Nel prossimo articolo analizzeremo le principali caratteristiche fisiche e geologiche della Terra. A presto. 
Marco Alemanno

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