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Astronomia – le costellazioni, tra mito e realta’

Rieccoci nuovamente, prima di passare alla parte pratica imparando a orientarci nel cielo notturno, partiamo dalla base storica per conoscere il rapporto tra i popoli antichi e il cielo stellato. Vedremo come questo fosse un rapporto “vitale”, quasi simbiotico, legato addirittura alla sopravvivenza di queste popolazioni. Scopriremo perchè sono nate le costellazioni e le leggende e mitologie ad esse legate

 

 

 

Popoli antichi e cielo stellato

L’astronomia può essere definita la Madre delle Scienze per la sua antichità; infatti, le prime attività scientifiche che la razza umana ha intrapreso, riguardano l’osservazione del cielo. Da sempre l’uomo è stato alla ricerca di riferimenti, di certezze che rendessero la sua vita meno affidata al caso, meno imprevedibile, sotto tutti gli aspetti, sia pratici che spirituali. Il primo punto di riferimento apparentemente immutabile, o perlomeno seguente cicli costanti, è stato proprio il cielo.

Gli antichi quindi sfruttavano il cielo per sapere quando seminare, quando raccogliere, tutto questo a proprio vantaggio. Ecco quindi che il sorgere o il tramontare di una stella o di una costellazione acquistava un ruolo importante per la vita delle popolazioni. I navigatori antichi inoltre viaggiavano nei mari orientandosi con le stelle, il cielo rappresentava per loro il GPS moderno. La volta celeste oltre a rappresentare una risorsa di sopravvivenza, allo stesso tempo incuteva paura e rispetto per gli osservatori primitivi.

Un’eclisse, ad esempio, con il suo improvviso accadere doveva incutere un certo timore. A volte però la paura si trasformava in adorazione nei confronti di chi, come il Sole, puntualmente ogni anno iniziava un nuovo ciclo quasi a voler simboleggiare il trionfo della vita sulla morte, o della Luna, custode delle notti, o di Sirio che con il suo levare segnava l’inizio delle benefiche inondazioni del Nilo presso gli egiziani e perciò considerata annunciatrice di benessere. Gli astri venivano venerati proprio perchè portatori di ricchezze e povertà, vita e morte. In loro onore vennero costruite diverse strutture, dai templi a piramidi ad altri momumenti, spesso allineati con la volta celeste.

 

Perchè sono nate le costellazioni

Le costellazioni sono nate per vari motivi: la necessità scientifica di identificare le stelle e la loro posizione e utilizzarle per determinare il trascorrere dei mesi e delle stagioni. Unire tutti quei puntini luminosi significava dunque interpretare il cielo, sopravvivere e orientarsi. Per questi motivi tutte le stelle sono state associate in costellazioni in modo convenzionale e a seconda della loro disposizione in cielo, tracciando delle linee immaginarie tra l’una e l’altra per formare delle configurazioni geometriche semplici o evidenti. Le stelle che noi facciamo appartenere alla stessa costellazione sono in realtà allineamenti casuali di stelle situate a distanze molto diverse e pertanto non legate fisicamente fra loro. Attualmente le costellazioni ufficiali sono 88 e più della metà di esse ci sono state tramandate dalle antiche civiltà dei Sumeri, dei Babilonesi e di altre popolazioni che abitavano la regione della Mesopotamia. A queste prime antichissime costellazioni, se ne sono aggiunte poi molte altre ad opera degli antichi Egizi e, successivamente, dei Greci. Per lungo tempo il più completo catalogo fu quello del romano Tolomeo di Alessandria che classificò 1022 stelle in 48 costellazioni durante il secondo secolo A.C. Successivamente intorno al 150 D.C.  l“Almagesto”,  scritto da Claudio Tolomeo, costituì la base della moderna lista delle 88 costellazioni, attualmente stilata dall’Unione Astronomica Internazionale. Nel dare forma alle costellazioni ogni civiltà aveva i suoi modelli e punti di riferimento: chi attribuiva alle stelle immagini di vari oggetti, chi animali, chi ancora dei mostri, chi delle divinità, ecc.

Con il passare del tempo tali modelli si sono fusi dando origine ad una visione “convenzionale” della sfera celeste. Tutto questo per quanto riguarda il cielo boreale, essendo quello dell’altro emisfero, o quanto meno la parte più a Sud di esso, nascosto, per via della latitudine, agli osservatori di tutta l’area mediterranea. Le costellazioni australi sono dunque di origine molto più recente, risalgono infatti agli ultimi cinque secoli, quando i navigatori della Terra, esplorando quelle zone, si servirono del cielo meridionale per orientarsi durante la  navigazione.

Una volta capito come nascono le costellazioni, possiamo suddividerle in due grandi gruppi in base all’emisfero di appartenenza: l’emisfero boreale e l’emisfero australe, dunque abbiamo costellazioni boreali e costellazioni australi. La Terra non è perfettamente sferica ma è schiacciata ai poli e rigonfia all’equatore. Per via delle diverse latitudini, solo all’equatore possiamo osservare tutte le costellazioni, mentre nei due emisferi potremo osservare solo quelle di pertinenza. Questo perchè la sfera celeste è osservabile da un qualsiasi punto della superficie terrestre solo per metà. Fanno eccezione le cosiddette stelle circumpolari che, descrivendo dei cerchi completi attorno ai poli, non sorgono e non tramontano mai, rimanendo sempre al di sopra dell’orizzonte.

Lo Zodiaco

Zodiaco è una parola greca dalla doppia etimologia: significa infatti “cerchio degli animali” e qui è palese il rifermento alle figure simboliche che caratterizzano i 12 segni. Ma significa anche “ciclo della vita” e allora il valore simbolico dello Zodiaco va ben oltre delle più immediate corrispondenze figurative. Lo Zodiaco in astronomia rappresenta un insieme di costellazioni poste in prossimità dell’equatore celeste, nelle quali il sole transita nel corso dell’anno. Infatti il Sole, così come tutte le stelle, ha un moto apparente nel cielo: nel corso del giorno lo vediamo sorgere e tramontare, e nel corso dei mesi lo vediamo più o meno alto sull’orizzonte. A causa del moto di rivoluzione del nostro pianeta e del nostro punto di vista fisso con la superficie terrestre, è il Sole ad apparirci in moto sullo sfondo delle stelle fisse. Così al passare dell’anno esso transita in alcune costellazioni per poi tornare, dopo un giro completo, al punto di partenza.

Queste costellazioni in cui transita il Sole sono chiamate costellazioni zodiacali. Le costellazioni zodiacali, sono in realtà 13 e hanno una durata variabile poichè non sono di dimensioni uniformi. I segni zodiacali o Zodiaco astrologico invece è formato da 12 simboli (correlati ognuno ad una costellazione) della durata di un mese circa. La misteriosa tredicesima costellazione è quella dell’Ofiuco o Serpentario, posto tra lo Scorpione e il Sagittario. Le civiltà antiche si servivano del moto apparente del Sole lungo lo Zodiaco per determinare il passare del tempo. In seguito si diffuse piano, piano la convinzione che il moto regolare degli oggetti celesti potesse essere usato per predirne il futuro e molte superstizioni furono associate alle costellazioni dello Zodiaco. L’astrologia, la credenza che le posizioni delle stelle e pianeti al momento della nascita di un individuo ne influiscano sul corso della vita, si è sviluppata pertanto da queste superstizioni.

 

 

Tra Mito e leggenda

Una parte importante occupano nell’astronomia quei miti e quelle leggende, frutto della fantasia, con cui spesso gli antichi spiegavano i fenomeni astronomici e naturali, quasi a volerne dominare le cause e gli effetti. Essi erano frutto dell’approccio con il mondo esterno ed i suoi pericoli, per questo motivo apparivano in cielo eroi e dei, che in un modo o nell’altro accompagnavano la quotidianità dell’uomo antico. Ciascuna cultura infatti ha composto le sue figure a cui ha dato un nome secondo la propria fantasia. L’Orsa dei Greci ad esempio era un carro per i Romani, una pentola per i Cinesi, un ippopotamo per gli Egizi, ecc. Ad esempio, i greci, adattarono alla propria cultura mitologica le conoscenze dei loro predecessori, e stilarono così i primi cataloghi stellari adeguando i nomi dei corpi celesti alle loro tradizioni. Nacquero allora tutta una serie di costellazioni, pianeti e altri corpi celesti, ognuno dei quali impersonava i personaggi cari all’immaginario collettivo degli antichi. Tutto ciò rende particolarmente suggestiva la volta celeste facendola diventare un palcoscenico in cui si esibiscono eroi e divinità, protagonisti principali di leggende lontane nel tempo. Molte costellazioni dunque sono legate a delle leggende, ed è anche più facile ricordare i loro nomi se si sanno le storie ad esse legate. Facciamo alcuni esempi con delle costellazioni familiari: l’Orsa Maggiore e Orione. Partiamo dalla prima; secondo la leggenda essa era la ninfa Callisto che ebbe l’onore di essere amata da Zeus di cui rimase anche incinta.

Però Artemide, la legittima consorte, gelosa della bellezza della rivale, per vendicarsi dapprima la trasformò in un’orsa e poi le aizzò contro i cani (Boote, il bovaro, viene spesso rappresentato con due cani al guinzaglio, che corrispondono alla vicina costellazione dei Cani da caccia, sistemata proprio sotto la coda dell’Orsa Maggiore, mentre insegue quest’ultima che corre intorno al Polo Nord). Intervenne allora Zeus che per sottrarre l’amante a un così triste destino la trasferì in cielo dove la si può ammirare nelle sembianze di una bella e fulgida figura. Per quanto riguarda Orione, la leggenda narra di un famoso cacciatore noto per la sua abilità, che si vantava di riuscire a sottomettere qualsiasi animale. In cielo sta insidiando le Pleiadi le belle sette sorelle figlie del gigante Atlante. Tutte queste ragazze furono spose di dei esclusa una (Merope), quella rappresentata dalla stella meno luminosa per la vergogna di essersi unita ad un comune mortale.

 

Orione se ne era innamorato e le inseguì per cinque anni fino a quando Zeus, impietositosi, le trasformò prima in colombe e poi in stelle. Orione firmò la sua condanna a morte quando un giorno si vantò di essere più abile di Artemide nella caccia; la dea si sentì tanto offesa da quest’affronto che quando Orione affermò di poter catturare qualsiasi bestia esistente sulla faccia della terra, la dea fece uscire da una fessura nel terreno un piccolo scorpione che con una sua puntura uccise il maestoso e potente Orione. Alla fine Artemide, dea della natura selvaggia, lo porterà in cielo sistemandolo dalla parte opposta a quella dell’animale che era riuscito ad ucciderlo in modo che i due non si possano più incontrare. La bellissima costellazione dello Scorpione appare molto bassa all’orizzonte nelle sere estive e mostra fra le sue chele una stella dall’evidentissimo colore rosso che fu battezzata Antares (ossia Anti-Ares, la rivale di Marte, il pianeta rosso).

 

Vi ringrazio per l’attenzione, per adesso è tutto. Nel prossimo vedremo la parte pratica dell’astronomia. Parleremo della volta celeste, delle coordinate e tutti gli altri aspetti legati alla posizione di stelle e costellazioni nel cielo. A presto.

 

Marco Alemanno

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