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Astronomia :Il Cielo Invernale

Rieccoci nuovamente, nell’articolo precedente abbiamo trattato a grandi linee come orientarsi in un cielo stellato e quali sono gli oggetti interessanti da osservare. Adesso analizzeremo meglio la volta celeste affrontando uno per volta i periodi stagionali legati all’osservazione. Cominciamo (vista la stagione) proprio dal periodo invernale.

 

 

Cosa osservare

Il periodo invernale non è il miglior periodo per le osservazioni se viene visto dal punto di vista meteorologico. Serate fredde, spesso accompagnate da vento, umidità e pioggia possono rappresentare un ostacolo perfino per il più volenteroso astrofilo. Chiaramente si trovano anche serate un po’ più miti (non viviamo mica al Polo Nord) dove c’è la possibilità di osservare senza problemi. Un vantaggio non indifferente del periodo invernale è che fa buio prima e abbiamo più ore a disposizione, inoltre il cielo invernale propone alcune costellazioni e altri “soggetti” molto affascinanti che non si possono assolutamente perdere: Toro, Auriga, Orione, Gemelli, Cani Maggiore e Minore. Il Grande Carro appare verso est, in verticale, col timone rivolto verso il basso, mentre la figura di Cassiopea, dominante nei mesi autunnali, si osserva in direzione ovest. Le altre costellazioni principali invece partirono da est e in pieno inverno saranno alte nel cielo in direzione sud, ed è da qui che conviene iniziare l’esplorazione del cielo invernale. L’asterismo più suggestivo del periodo è senza dubbio il Triangolo Invernale, già visto nel precedente articolo e che è composto dalle stelle Sirio (Cane Maggiore), Procione (Cane Minore) e Betelgeuse (Orione). E’ facile da trovare, bisogna individuare Betelgeuse che si trova sulla spalla sinistra di Orione e tracciare una retta verso il basso, fino ad arrivare a Sirio, la stella più brillante di tutta la volta celeste. Riconosciuta la stella Sirio, e sapendo che essa è il vertice meridionale, si trova con facilità il terzo angolo (in alto a sinistra), costituito dalla stella Procione, un’altra stella azzurra molto luminosa.

Il Toro e l’Auriga

Il Toro è un’altra delle figure più tipiche del cielo invernale. Aldebaran, la stella alfa, è una gigante rossa facilmente distinguibile ad occhio nudo e si trova sulla testa dell’animale. Essa è circondata da un gran numero di stelle minori, di colori variabili, disposte a formare un piccolo triangolo: questo gruppo è un vasto ammasso aperto noto col nome di Iadi. A est di Aldebaran si trova uno degli oggetti più famosi del cielo, l’ammasso aperto delle Pleiadi. Le Pleiadi sono ben evidenti ad occhio nudo e ad uno sguardo distratto sembrano quasi una nuvoletta dalla luminosità diffusa. Guardando con attenzione, al riparo dalle luci cittadine, si può notare che in realtà questa “nuvoletta” è formata da sette piccoli astri molto vicini fra loro, tutti di colore azzurro. La costellazione dell’Auriga è una delle più brillanti del cielo: è facilmente riconoscibile, contiene cinque stelle disposte a formare un pentagono, la più brillante delle quali, Capella, con una magnitudine pari a 0,08, è la sesta stella più luminosa del cielo. L’Auriga presenta diversi ammassi stellari di notevole interesse e si osserva senza difficoltà sfruttando la stella posta su uno dei corni del Toro (Elnath) che unisce le due costellazioni.

Orione e i Gemelli

Senza ogni ombra di dubbio è Orione il protagonista principale del cielo invernale. Conosciuta sin dall’antichità, questa costellazione dalla suggestiva forma di una clessidra, annunciava alle popolazioni l’arrivo del periodo freddo. Per i Greci Orione era un cacciatore, mentre per gli Egizi, era la raffigurazione del Dio dell’Oltretomba Osiride. Mitologia a parte, Orione è una costellazione facilmente riconoscibile, contiene stelle molto luminose e visibili tranquillamente dalla città, tra cui spiccano la rossa Betelgeuse e l’azzurra Rigel. Betelgeuse si trova sulla spalla sinistra del gigante, è la stella alfa, mentre Rigel si trova nella parte opposta, in basso a destra (la gamba).  Al centro della costellazione è presente una celebre sequenza di tre stelle di prima e seconda magnitudine, note in tutto il mondo col nome di Cintura di Orione. Sotto la cintura pende una seconda sequenza di stelle meno luminose, nota come La Spada, la cui “stella” centrale è in realtà una delle nebulose più note, nonché una delle poche visibili anche ad occhio nudo, la Nebulosa di Orione. Già con un piccolo binocolo appare come una nebbiolina con al centro 4 stelle a forma di trapezio. La costellazione dei Gemelli (che fa parte dello zodiaco) ha la forma di un rettangolo, possiamo osservarla sul fianco sinistro di Orione, un po’ più in alto del Cane Minore. Non presenta tutte stelle facilmente visibili ma ne contiene tre abbastanza luminose. Le due stelle principali sono Castore e Polluce, disposte la prima in alto e la seconda in basso, mentre la terza si chiama Alhena ed è più lontana da esse, vicino alla stella Betelgeuse di Orione. E’ una costellazione facile da osservare visto che nel pieno periodo invernale si trova alta nel cielo, quasi vicino allo zenit.

Cane Maggiore e Minore

Sirio è la stella principale della costellazione del Cane Maggiore, nonché la più brillante del cielo notturno ed il suo riflesso bianco-blu ha sempre stupito gli osservatori del cielo, fin dai tempi più antichi. Non c’è da meravigliarsi se il culto di Sirio è rimasto in vita praticamente in tutte le civiltà. In Egitto, Sirio era considerata la più importante stella del firmamento. Infatti, fu astronomicamente il fondamento dell’intera religione egiziana. Venne venerato come Sothis e fu associato ad Iside, la dea madre della mitologia egizia. Ad ovest di Sirio si trova Murzim, una stella di seconda magnitudine che con la stessa Sirio rappresenta il muso del Cane. Il resto della costellazione, tutta contenuta nell’emisfero australe, si estende verso sud, in parallelo con la Via Lattea. Alle nostre latitudini resta quasi sempre bassa, toccando i 30° di altezza circa, quando raggiunge il punto più alto a sud. Il Cane Minore è una costellazione prettamente boreale, dunque perfettamente visibile alle nostre latitudini. La sua stella principale, Procione, costituisce il vertice orientale dell’asterismo del Triangolo Invernale. A differenza del Cane Maggiore, questa costellazione non presenta oggetti di grande interesse visto che è povera di campi stellari. La sua unica caratteristica notevole è data proprio dalla presenza di Procione, l’ottava stella più brillante del cielo. Cane Maggiore e Cane Minore rappresentano secondo la mitologia i due cani di Orione, il cacciatore.

 

Altri oggetti da osservare

Naturalmente le costellazioni osservabili d’inverno non sono solo quelle elencate sopra. Abbiamo solo scelto le più caratteristiche, nonché quelle che si possono trovare con più facilità. In breve vediamo quali sono gli altri oggetti che possiamo vedere: l’Unicorno si trova esattamente all’interno del Triangolo Invernale, non è però facile da osservare visto che contiene stelle molto deboli. E’ famoso soprattutto perchè ospita una una grande nebulosa, la Nebulosa Rosetta, visibile anche con un binocolo. Altre due costellazioni invernali sono la Lepre e la Colomba; sono piccole e si trovano a sud di Orione, anche se la seconda è molto difficile da osservare visto si trova molto bassa all’orizzonte. La costellazione di Eridano è una delle più ampie del cielo e rappresenta l’omonimo fiume, quello in cui secondo la mitologia ellenica cadde Fetonte dopo aver tentato di condurre il carro di Elio, il Sole. Essa si estende nella vasta area di cielo posta a sud-ovest di Orione, e, ad eccezione dell’invisibile Achernar, non contiene stelle particolarmente luminose. Costellazioni come il Leone o il Cancro invece sono tipicamente primaverili, anche se spuntano ad est già verso il mese di febbraio, dunque in parte rientrano in questa stagione. Per mancanza di spazio però ce ne occuperemo nel prossimo articolo.

Pianeti

Un discorso a parte meritano i pianeti osservabili. Sappiamo che le stelle tornano al punto di partenza dopo 365 giorni, sorgendo 4 minuti prima ogni giorno. Questo è dovuto ai due movimenti principali della Terra, moto di rotazione e moto di rivoluzione. I pianeti invece avendo orbite differenti, non sono visibili ogni anno allo stesso modo. Prima di conoscere i pianeti osservabili in questo periodo dobbiamo accennare ad un argomento importante fin’ora tralasciato: quello dell’opposizione planetaria. Un pianeta esterno, si dice in opposizione quando si trova opposto al Sole rispetto alla Terra e cioè quando, nell’ordine, Sole, Terra e Pianeta (Marte, Giove, Saturno, ecc…) si trovano allineati. Dunque Mercurio e Venere, essendo pianeti interni rispetto alla Terra non rientrano in questa categoria. Quando un pianeta è in opposizione è nelle migliori condizioni di osservabilità, essendo nel punto più vicino alla Terra e diametralmente opposto al Sole, è visibile per tutta la notte ed ha un diametro apparente ed una luminosità maggiori che in altri periodi di visibilità. Tutti gli anni, più o meno regolarmente, potremmo vedere in opposizione pianeti come Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone ma per Marte dovremo aspettare due anni. Il motivo di questo ritardo è dovuto all’orbita del pianeta rosso (più allungata di quella terrestre) e alla velocità abbastanza simile dei due corpi. Questo significa che mentre la Terra compie un giro completo, Marte ha compiuto più o meno metà della propria orbita e l’allineamento preciso tra Sole, Marte e Terra richiede quindi un altro giro di Terra, che comporta il completamento dell’orbita da parte del pianeta rosso. Ecco perchè i pianeti più vicini alla Terra saranno visibili in periodi differenti di anno in anno, mentre ad esempio Giove e Saturno (avendo orbite molto allungate) avranno periodi di osservazione più lineari. Giove è senza dubbio il pianeta invernale per antonomasia. Visibile già nella seconda parte delle notti autunnali, sarà ancora il protagonista ben visibile fino all’inizio della primavera. Lo si riconosce facilmente vista la sua luminosità; anche quest’anno si trova nella costellazione del Toro, accanto ad Aldebaran. Saturno invece è un pianeta prevalentemente primaverile, sarà comunque visibile a inverno inoltrato è sorgerà nella seconda parte della notte, trovandosi per tutto il periodo vicino alla costellazione della Vergine. Venere è visibile prima dell’alba ma sempre più prossima al Sole, stesso discorso per Mercurio.

 

Credo che per il momento possiamo fermarci qui. Nel prossimo articolo ci occuperemo del cielo primaverile e scopriremo gli oggetti osservabili. Grazie dell’attenzione, a presto.

 

Marco Alemanno

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