Napolitano dice si’ a candidatura

“Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalità finora sottopostesi al voto per l’elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilità che mi è stata richiesta”: così Giorgio Napolitano in una nota.

In ambienti parlamentari di diversi partiti si manifesta ottimismo, secondo quanto si apprende, sul sì di Giorgio Napolitano ad un suo possibile bis. “Il Presidente Napolitano si è riservato di rendere nota – nell’imminenza della ripresa pomeridiana della seduta comune – la sua decisione”. Da Pd, Pdl, Lega e Scelta civica è stata espressa “la convinzione che – nella grave situazione venutasi a determinare – sia altamente necessario e urgente che il Parlamento possa dar luogo a una manifestazione di unità e coesione nazionale attraverso la rielezione del Presidente Napolitano”. Lo si legge in una nota del Quirinale.
Dopo che il Pd ha chiesto la disponibilità di Giorgio Napolitano ad un nuovo mandato e le forze politiche stanno reagendo positivamente all’idea, il capo dello Stato avrebbe chiesto delle garanzie forti per avviare una riflessione personale. Fonti parlamentari confermano che Pier Luigi Bersani ha chiesto la disponibilità del presidente a fare un ulteriore sforzo per tirare fuori la politica dal gravissimo stallo in cui è finita. Napolitano non avrebbe chiuso la porta ma avrebbe chiesto una serie di garanzie: prima fra tutte che l’accordo tra le forze politiche non sia limitato al solo suo nome ma sia legato a doppio filo ad una intesa sul prossimo governo. Un’intesa definita in via preliminare.
Fonti del Pd in particolare spiegano che il presidente non può in alcun caso essere messo nella situazione di dover riaprire consultazioni al buio con il rischio di sentirsi riproporre i veti di poche settimane fa. Fonti del centrodestra invece sottolineano come la difficoltà principale sia proprio la spaccatura del Pd e le conseguenti incognite nel segreto dell’urna. Fonti centriste riferiscono che Napolitano sarebbe ancora “molto incerto” e che Mario Monti cercherà di convincerlo ma confidano che, ove vi fosse un’intesa, si potrebbe partire chiudere già oggi la partita con il vote del pomeriggio per iniziare a lavorare da lunedì a quella del Governo.
MONTI A NAPOLITANO, ACCETTI RICANDIDATURA – Mario Monti si è recato questa mattina al Quirinale “per pregare vivamente il Presidente Napolitano, a nome di Scelta Civica e suo personale, di accettare la ricandidatura, nel superiore interesse del Paese”.
CEI, NAPOLITANO PRENDA IN MANO SITUAZIONE – “Questa grande figura – che il Signore gli dia veramente salute, forza – possa prendere il mano le situazioni, per consapevolizzare in maniera adeguata il mondo politico per una scelta di vera dignità e di grande responsabilità”. Così mons. Giancarlo Bregantini, capo commissione Cei, sull’ipotesi di rielezione di Napolitano.
GRILLO: ‘CADONO COME 10 PICCOLI INDIANI. DOPO BERSANI, VIA BERLUSCONI-D’ALEMA’ – “Dieci piccoli indiani uniti dall’Inciucio sin dalla nascita stanno uscendo di scena. Uno dopo l’altro in una sequenza inarrestabile”. Così Beppe Grillo sul suo blog. “Ieri ci hanno lasciato Bersani e Bindi”, aggiunge.
LOMBARDI, NAPOLITANO-AMATO,DE PROFUNDIS PAESE – “Voci di palazzo accreditano Napolitano eletto al sesto scrutinio e Giuliano Amato presidente del Consiglio. I partiti hanno suonato il de profundis del Paese”. Lo scrive su Fb la capogruppo alla Camera del M5S Roberta Lombardi che continua: “Napolitano bis? ottimo per un paese che non sa e non vuole scegliere”.
QUINTA FUMATA NERA – Fumata nera, come previsto, per la quinta votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica. Secondo i dati ufficiali, Stefano Rodotà si ferma a quota 210 voti, pari a tre voti in più della somma M5S e Sel, mentre le preferenze per Giorgio Napolitano sono state 20. 445 le schede bianche.
RODOTA’, GRAZIE A GRANDI ELETTORI PD – “Credo di dovere un ringraziamento sincero ai Grandi elettori del Pd che mi stanno votando, riconoscendo in questo modo la mia appartenenza al loro mondo, peraltro confermata in ogni momento dagli innumerevoli segnali che mi arrivano dalla base di questo partito”. E’ quanto dichiara Stefano Rodotà.
QUIRINALE, ALL’ESAME TUTTE LE IPOTESI – Nell’incontro tra il presidente della repubblica e il segretario del Pd “si sono passate in rassegna tutte le ipotesi”. E’ quanto riferiscono fonti del Quirinale sul colloquio confermando il silenzio del Quirinale.
DA PARTITI CALDO APPELLO A CANDIDATURA NAPOLITANO – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa mattina, su loro richiesta, i rappresentanti del Partito Democratico, del Popolo della Libertà e della Lega Nord. Egli ha, a conclusione, egualmente ricevuto il Presidente del Consiglio, Mario Monti, anche a nome dei gruppi parlamentari di Scelta Civica. Infine, il Capo dello Stato ha incontrato un’ampia delegazione dei Presidenti delle Regioni. Da tutti gli interlocutori – si legge in una nota del Quirinale – è stata espressa la convinzione che – nella grave situazione venutasi a determinare col succedersi delle votazioni per l’elezione del nuovo Capo dello Stato – sia altamente necessario e urgente che il Parlamento in seduta comune possa dar luogo a una manifestazione di unità e coesione nazionale attraverso la rielezione del Presidente Napolitano. Gli si è rivolto perciò un caldo appello a riconsiderare in questo quadro le ragioni da lui più volte indicate di indisponibilità a una ricandidatura. Il Presidente Napolitano si è riservato di rendere nota – nell’imminenza della ripresa pomeridiana della seduta comune – la sua decisione.
RENZI,SE NAPOLITANO ACCETTA MOLTO POSITIVO  – “Se il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accettasse sarebbe un fatto molto, molto positivo”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, a margine di una manifestazione a Firenze a chi gli chiedeva un commento sull’ipotesi di una suo candidatura.
RENZI, INEVITABILI DIMISSIONI BERSANI, IERI DISGUSTOSI GIOCHINI –  “Spero tanto che i grandi elettori facciano il loro dovere, con trasparenza e senza i disgustosi giochini di ieri…”. Se lo augura Matteo Renzi su Facebook. “Nel frattempo continuo il mio lavoro in Palazzo Vecchio. Come sapete – aggiunge – non sono un grande elettore e dunque trovo corretto mantenere gli impegni da Sindaco. Ho portato il saluto di Firenze ai Maestri del Commercio, adesso celebro due matrimoni, quindi vado all’inaugurazione della Mostra dell’Artigianato. Faccio il mio dovere, insomma”.
SEL VOTA RODOTA’, VENDOLA: NON ESISTE NAPOLITANO BIS – I gruppi parlamentari di Sel, riuniti stamani alla Camera, hanno confermato la decisione di votare Stefano Rodotà alla quinta votazione per il presidente della Repubblica, prevista stamani alle 10, e a quelle successive. Lo ha detto all’ANSA il capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore. “In campo restano Rodotà e Cancellieri – ha commentato Migliore -. Non vedo altre candidature”.  “Non mi pare che esista una candidatura Napolitano. Il presidente l’ha esclusa con nettezza. Non parliamo di cose che non esistono”. Lo ha detto il leader di Sel, Nichi Vendola, in Transatlantico.
M5S, NAPOLITANO? SAREBBE CONTINUITA’ SUL NULLA – E’ basita la reazione dei parlamentari del M5S all’ipotesi di un reincarico a Giorgio Napolitano. “Sarebbe dare continuità al nulla: l’Italia ha bisogno di un cambio di passo. Ed anche sulla formazione del governo, i tentativi di Napolitano sono già falliti ” osserva Sebastiano Barbanti. “Senza nulla togliere a Napolitano l’unico cambio di passo è Rodotà” annuisce Alfonso Bonafede. “Il Pd pensa a Napolitano ma non ci ha ancora spiegato perché dice No a Rodota” aggiunge Luigi Di Maio.
CRIMI E LOMBARDI, CON NAPOLITANO NESSUN CONTATTO – Nessun contatto tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e i vertici del M5S. “Napolitano non lo abbiamo chiamato, né il Quirinale ci ha cercato” confermano i capigruppo Roberta Lombardi e Vito Crimi parlando con i cronisti alla Camera. “D’altra parte – aggiungono – non ne vediamo il motivo. Noi abbiamo il nostro candidato alla Presidenza della Repubblica”.
BURLANDO, BISOGNA SOSTENERE RODOTA’ – Il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, è convinto che per il Quirinale si debba sostenere Stefano Rodotà. “Il risultato elettorale non ha assegnato al centrosinistra una maggioranza risolutiva, nemmeno per eleggere il presidente della Repubblica, ma ci ha attribuito la responsabilità, il dovere di avanzare una proposta” ha dichiarato. “E’ l’ora di una piena responsabilità personale per ognuno di noi. Per questo mi esprimo a favore della candidatura di Stefano Rodotà”.
SERRACCHIANI, VERTICI SI SONO DIMENTICATI PROBLEMI GENTE – “Sono terribilmente incazzata con il mio partito. Ma noi non possiamo né dobbiamo subire gli inciuci di Roma”, “i vertici del Partito Democratico si sono dimenticati dei problemi veri degli italiani, del Friuli Venezia Giulia – dove sono candidata – e della vita reale, per precipitare in questo pozzo senza fondo. Però li avverto: noi non abbiamo nessuna intenzione di suicidarci con loro”. Lo afferma alla Stampa Debora Serracchiani spiegando che “esiste una parte del Pd ancora viva, vitale e capace. E’ quella che lavora nei territori, come faccio io nella mia regione. L’atteggiamento dei nostri dirigenti in questi giorni è inaccettabile”. Serracchiani definisce “tragica” la scelta di Marini, “né opportuna né intelligente”. “Siamo finiti – spiega – per l’ennesima volta nella trappola di Berlusconi che ha come unico obiettivo quello di disintegrarci. Quando ho sentito il nome di Marini ho ripensato alla Bicamerale. Poi ho anche visto la foto di Bersani che abbracciava Alfano e ho pensato: abbiamo toccato il fondo. Ma il peggio doveva arrivare”, con l’umiliazione di Prodi. “Il modo in cui è stato trattato – osserva – è indecente. E pensare che ieri mattina sull’indicazione del suo nome c’era stata una standing ovation. Ma che parlamentari abbiamo?”. Sulle dimissioni di Bersani, Serracchiani commenta: “Anche prima di questo disastro la storia aveva presentato il suo biglietto di saluti a una classe dirigente – non solo nostra – ormai fuori sincrono. Ma è inutile guardare indietro. Bersani ha dichiarato che aspetterà l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Bene. Io mi auguro solo che ci si arrivi in fretta”. La strada più ovvia, afferma, “é Rodotà. Oppure Emma Bonino. L’importante è che si tenga conto della sensibilità del Paese e non si facciano ancora scelte scriteriate”, come potrebbe essere quella di “D’Alema”.(Ansa)

 

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