Maro’: Corte Suprema chiede soluzione entro 2 settimane

NEW DELHI – La Corte Suprema indiana ha chiesto al governo di trovare una soluzione entro due settimane allo stallo che sta ritardando il processo ai due maro’.

In una breve seduta, durata una decina di minuti, i giudici hanno chiesto di “riconciliare il conflitto di opinione all’interno dell’amministrazione” e hanno rinviato l’udienza al 3 febbraio.
La decisione è stata presa dal ‘Court 4’, composto da una giuria di due giudici: B.S. Chauhan e J.Chelameswar. Quest’ultimo aveva affiancato l’ex capo della Corte suprema Altamas Kabir nell’esame del precedente ricorso italiano e aveva emesso la sentenza del 18 gennaio scorso in cui ordinava l’istituzione di un ‘tribunale ad hoc’ per processare i due fucilieri di Marina, accusati dell’uccisione di due pescatori mentre erano in servizio su una petroliera indiana al largo delle coste dello stato meridionale del Kerala.

 

De Mistura,senza accuse 3/2 chiederemo rimpatrio – Nel caso il pm indiano “non fosse in condizione di presentare il 3 febbraio una posizione chiara sui capi d’accusa, gli avvocati della difesa insisteranno per il ritorno in Italia dei maro'”. Lo ha dichiarato oggi all’Ansa l’inviato del governo, Staffan de Mistura. “Questo – ha precisato De Mistura – in attesa che la parte indiana sia pronta a iniziare il processo, a condizione fra l’altro che sia senza l’applicazione e l’uso della (Legge indiana per la repressione della pirateria) SUA Act”. “Nel frattempo – ha concluso – la parte italiana continuerà nel lavoro di pressione e sensibilizzazione a livello internazionale”

Bonino, tutte le opzioni restano su tappeto “Tutte le opzioni sono sul tappeto, anche quelle più di pertinenza della Ue” nei confronti dell’India. Così Emma Bonino, arrivando al Consiglio esteri, commenta il rinvio del caso dei marò deciso dalla Corte suprema. “Se a due anni dai fatti non si é neanche in grado di stabilire un capo d’accusa, é evidente che questa é una violazione di qualunque idea di giustizia adeguata” ha detto, definendo “inaccettabile” l’applicazione della legge indiana sulla pirateria che comporterebbe l’inversione dell’onere della prova.

– Confermando che porrà la questione sul tavolo del Consiglio, Bonino ha specificato che “innanzitutto dovremo verificare le novità che arrivando da New Dehli”. Il ministro degli esteri ha poi indicato che “se venisse applicata” la procedura indiana “come strumento per individuare il capo di imputazione, non tanto e solo sulla pena di morte ma sul fatto che usandolo si inverte il carico della prova, sarebbe evidentemente un elemento inaccettabile dal punto di vista della affidabilità o inaffidabilità di un sistema giudiziario”.

“Se così fossero le cose – ha aggiunto Bonino – tutte le opzioni sono sul tappeto e sicuramente anche quelle di pertinenza più specifica dell’Unione europea”. Ai giornalisti che chiedevano se si riferisse anche all’ipotesi di una ‘guerra commerciale’ con l’India ha risposto: “Ricomincio, tutte le opzioni sono sul tappeto per quanto ci riguarda”.(fonte ansa)

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