Maro’, richiamato l’ambasciatore Roma: “basta, tornino in Italia”

(AGI) – Roma, 18 feb. – Il governo italiano “ha disposto l’immediato richiamo a Roma per consultazioni dell’ambasciatore a New Delhi, Daniele Mancini”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Emma Bonino, in seguito all’ennesimo rinvio disposto oggi dalla Corte Suprema dell’India

in relazione al caso dei due maro’ Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Dura la nota del ministro emma Bonino: “A fronte dell’ulteriore, inaccettabile rinvio deliberato in mattinata dalla Corte Suprema dell’India dell’esame del caso dei fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, e della manifesta incapacita’ indiana di gestire la vicenda, l’Italia – spiega il ministro degli Esteri – proseguira’ e intensifichera’ il suo impegno per il riconoscimento dei propri diritti di Stato sovrano, in conformita’ con il diritto internazionale. L’obiettivo principale dell’Italia resta quello di ottenere il rientro quanto piu’ tempestivo in patria dei due fucilieri”

Al termine della seduta della Corte Suprema indiana che rinviato al 24 febbraio la decisione se applicare al giudizio la legge anti-terrorismo e anti-pirateria del 2002, l’inviato speciale del governo, Staffan De Mistura, non ha nascosto la sua indignazione: “L’ennesimo rinvio, il ventiseiesimo, il sesto in Corte Suprema. Ora francamente e’ troppo”. “E’ chiaramente un segno della difficolta’ del governo indiano”, che la prossima settimana dovra’ chiarire se intende mantenere ferma la legge anti-terrorismo nonostante le pressioni contrarie della comunita’ internazionale. “Rinviino pure quanto vogliono, ma adesso”, ha aggiunto De Mistura, “a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone dev’essere concesso di lasciare l’India. Rinviino pure quanto vogliono”, ha ribadito l’inviato, “purche’ i nostri militari tornino in Italia”.

De Mistura ha ricordato come Latorre e Girone siano “trattenuti in India da due anni e due settimane, senza neanche un pezzo di carta, un capo di imputazione”. In piu’, ha sottolineato, “ancora con il rischio del Sua Act, la legge anti-pirateria e anti-terrorismo che, per quanto ci dicono gli indiani, ancora prevede la pena capitale”. La posizione italiana, ha aggiunto, e’ tuttavia chiara: “Il Sua Act e’ inapplicabile, e due anni e due settimane sono troppi. Adesso sta al nostro governo e a Roma indicare qual e’ la nostra linea”, ha concluso l’inviato speciale. (AGI) .

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