(ASAPS) BERNA, 20 maggio 2013 – La Svizzera ha dichiarato guerra ai pirati della strada: a quasi 5 mesi dall’entrata in vigore del pacchetto di riforma che ha stravolto, in chiave restrittiva

, il codice stradale federale e l’intero apparato sanzionatorio, il governo dei cantoni ha già approntato la seconda tranche di misure finalizzata alla salvaguardia della vita e della legalità sulle strade elvetiche. Strade che, nonostante la proverbiale severità delle forze di polizia e dell’intransigenza delle procure incaricate di processare i trasgressori – in alcuni casi letteralmente incomprensibile per i popoli che si affacciano sul mediterraneo (clicca qui) – hanno fatto registrare un incremento della mortalità tra il 2011 e il 2012: nel corso dello scorso anno, infatti, le vittime accertate sono state 339, 19 in più rispetto all’anno precedente (+5,9%), mentre è sceso di 235 unità il numero dei feriti gravi, da 4.437 a 4.202 (-5,3%).

 

È doveroso ricordare che nel corso del 2012 il numero delle vittime accertate sulle strade svizzere è pesantemente condizionato dalla sciagura di Sierre, nel Canton Vallese, avvenuta il 14 marzo 2012 e che vide coinvolto un pullman belga con a bordo 56 persone. Il veicolo, per cause mai del tutto chiarite, comunque in relazione alla velocità di percorrenza, stava percorrendo l’autostrada A9 quando sbandò in corsia di sorpasso incastrandosi in un cunicolo di emergenza. Nell’impatto morirono 29 persone, di cui 22 bambini, mentre quasi tutti i superstiti hanno riportato lesioni irreversibili.

La singolarità dell’evento non ha comunque impedito alle autorità federali di decidere per la via della fermezza e così, a gennaio 2013, sono entrati in vigore un bel numero di articoli aggiuntivi al codice: ad esempio, superare di 40 km/h il limite dei 30 stabilito nelle aree cittadine ad alta frequentazione di pedoni ed essere pizzicato da un radar o da uno sbirro in carne ed ossa, comporta il ritiro della patente per almeno 2 anni; lo stesso accade a chi supererà di 50 orari il limite dei 50, di 60 quello degli 80 e di 80 la soglia massima consentita in autostrada, 120 all’ora. In caso di recidiva, poi, il giudice si leverà la soddisfazione di fare in mille pezzi la patente del trasgressore e bollarlo di indesiderato sulla strada, applicando una sanzione accessoria perpetua: mai più al volante, a meno che, dopo un periodo minimo di 10 anni, uno psicologo del servizio sanitario nazionale non certifichi la sua capacità di rispettare la legge, ma ciò potrà avvenire solo in casi eccezionali.

Un po’ come chiedere la grazia al governatore del Texas…

A proposito di prigioni: in Svizzera si andava in carcere anche prima, ma da gennaio le pene detentive per reati stradali prevedono sanzioni più alte in media di un anno e il veicolo potrà essere confiscato e rivenduto o distrutto.

Queste condotte, secondo la nuova legislazione elvetica, non sono semplici violazioni, ma reati veri e propri, inseriti in un novero del tutto inedito (crediamo al mondo), quello dei reati di “pirateria stradale”.

Viene da aprire la bocca eh?

Visti i risultati, l’operazione Via Sicura andrà avanti e il 1° gennaio 2014 entrerà in vigore il secondo pacchetto di misure, ora al vaglio del parlamento.

Le novità rispetto a oggi?

Preparazione specifica dei medici e degli psicologi preposti alla certificazione di idoneità alla guida, revisione dei requisiti psico-fisici minimi per i conducenti di veicoli a motore, divieto del consumo di alcol per determinate categorie di persone e obbligo di viaggiare con i fari accesi durante il giorno. La consultazione si chiuderà il 12 luglio 2013.

Vediamo un po’ il dettaglio:

Gli esami per la certificazione dell’idoneità psico-fisica alla guida di veicoli a motore dovranno essere effettuati unicamente da medici o psicologi in possesso di una formazione adeguata e che frequentino regolarmente corsi di aggiornamento professionale: il personale medico preposto ai controlli di routine di conducenti anziani o professionali dovrà, infatti, soddisfare requisiti meno severi rispetto a quelli imposti per le visite effettuate a seguito di un incidente o di una malattia grave del conducente.

La riforma vede coinvolti anche i medici di famiglia che, se vorranno poter sottoscrivere un referto d’idoneità psicofisica di un proprio mutuato, dovranno sostenere uno speciale corso di formazione, da rinnovare periodicamente: l’obiettivo prioritario è garantire in tutti i Cantoni il massimo standard di qualità degli esami di verifica dell’idoneità alla guida.

I medici, come si vede, saranno al centro della seconda tranche di riforme e questo perché, nella condivisibilissima filosofia elvetica in materia, si è ormai reso evidente il bisogno di adeguare i requisiti medici minimi per la guida dei veicoli a motore all’attuale stato della scienza e della tecnica: “si pensi – dicono all’USTRA, l’Ufficio Federale delle Strade – agli enormi progressi fatti nel campo degli apparecchi acustici o alla possibilità di regolare in tutti i veicoli moderni il sedile del conducente, così che oggigiorno non è più richiesta un’altezza minima prestabilita. Inoltre, ad alcune malattie, come il diabete, dovrà essere data maggiore importanza al momento della verifica dell’idoneità alla guida”.

Proprio in relazione al progresso scientifico, sembra logico pensare, in Svizzera, che andando tutti un po’ più piano si possa concedere anche a chi non sia più brillante come Schumacher la possibilità di circolare liberamente, ed è per questo che la rivoluzione del codice è da considerare, almeno secondo noi, una vera e propria rivoluzione democratica: “si intende disciplinare più nel dettaglio – si legge nel documento che annuncia la discussione in parlamento – la possibilità, già contemplata dalla normativa attuale, di limitare – piuttosto che di sospendere – l’autorizzazione a condurre in caso di rispetto solo parziale dei requisiti medici: ad esempio, rilasciando un’autorizzazione che preveda il divieto di circolazione in autostrada o nelle ore notturne, oppure ammettendo la circolazione esclusivamente con mezzi dotati di un equipaggiamento speciale (frenata assistita, cambio automatico, ecc.) o entro un determinato raggio o ancora su tratti prestabiliti (frazione – paese). Se il conducente si attiene alle disposizioni e il suo stato di salute non peggiora gli sarà quindi consentito continuare a circolare con un veicolo a motore”.

Sull’alcol, invece, siamo più avanti noi italiani e in Svizzera solo a partire dal 1° gennaio 2014 sarà in vigore un divieto differenziato sulle soglie legali. Sugli allievi conducenti, neopatentati (muniti in Svizzera di patente in prova), istruttori di scuola guida, accompagnatori durante gli esercizi di guida e conducenti professionali (autisti di autocarri e autobus, furgoni commerciali, di taxi e veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose), graverà infatti il divieto assoluto del consumo di alcol.

Chi verrà invece colto alla guida con un tasso alcolemico superiore all’1.6 g/l subirà il ritiro della patente e, una volta scaduta la pena accessoria, dovrà dovrà sottoporsi a un esame medico per accertare eventuali problemi di dipendenze.

Infine, gli autoveicoli e i motoveicoli dovranno obbligatoriamente circolare con i fari accesi anche di giorno e i contravventori verranno sanzionati con una multa disciplinare di 40 franchi. Saranno esonerati, tra gli altri, i ciclomotori, le bici elettriche e i motoveicoli e autoveicoli immatricolati prima del 1970. (ASAPS)

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