Rifletto sul verbo “ritornare ” abusato dalla pseudo libera comunicazione che in questi giorni si è spesa a raccontare azioni deprecabili contro la convivenza democratica sancita dalla carta costituzionale . Abuso che ha il sapore acre della sconfitta sociale: la violenza giustificata come causa di effetti a noi mortali sconosciuti che uomini portano a termine contro le regole . Non ho nulla, ovviamente, sul lavoro di chi informa che reputo importante quando occorre storicizzare il proprio tempo, ritengo di grande interesse le parole che dovrebbero viaggiare libere non imbrigliate in percorsi precostituiti. Questo lo reputo fazioso e poco oggettivo.
Noto il deplorevole gesto doloso : l’incendio dell’autovettura del presidente di SGM e leader locale del movimento fittiano Conservatori e riformisti , Mino Frasca.
Sdegno, condanna, vicinanza e solidarietà per azioni violente subite da una persona perbene, conosciuta e stimata per il suo impegno politico in città. In ventiquattrore si sono dilapidati chilometri di inchiostro per raccontare i fatti al limite del morboso e le congetture del giornalismo investigativo dal sapore più del sentito dire che da inchiesta oggettiva, specchio di quella fiera della vanità del nostro tempo che disorienta il probo lettore ma alimenta chi vive di baggianate.
Per le indagini , quelle serie, ci affidiamo alla magistratura e al lavoro certosino e prezioso delle autorità di polizia che, nel riservo e la tenacia che gli contraddistingue ,verranno a capo del movente e dei responsabili e solo allora avremo chiaro il quadro d’insieme della faccenda. Per il resto sono solo chiacchiere .
Veniamo al verbo “ritornare”. La ricomparsa di atti violenti verso il patrimonio e verso la persona aprono riflessioni importanti riconducibili al controllo del territorio e al contesto sociale in cui questa comunità vive a denti stretti.
Notizie che completano i fatti appena raccontati ,sono gli atti di vandalismo del centro storico i furti nelle abitazioni e nella zona industriale, teatro,quest’ultima, di disagi non trascurabili per imprenditori coraggiosi ma dimenticati da amministrazioni locali, Nardò e Galatone, incapaci di rappresentare al prefetto il peso specifico della loro carica istituzionale.
Non dobbiamo dimenticare ,compito primario dell’informazione, le vessazioni verso alcuni rappresentanti di questa amministrazione uscente rei di ricoprire ruoli chiave deterrenti a “le mani sulla città” e oggetto di attenzioni intimidatorie . Fatti certi accaduti pochi mesi fa ma dimenticati con una certa faciloneria da chi ha il dovere di tenere vivo …
Cittadini che sopravvivono sotto l’effetto anestetizzante di chi alimenta mostri per fini meno nobili di quanto millanta. Una comunità che paga per la sua comprovata capacità di scegliere la mediocrità in fatto di una classe politica ridotta al comodato d’uso di professionisti o presunti tali della società civile “prestati alla politica” con effetti mutageni che non coincido mai con le aspettative da minimo sindacale di un elettore sempre più ignorante nella scelta di chi lo deve rappresentare.
A breve in questa campagna elettorale del nuovo che si ripropone avremo modo di leggere il programma elettorale dei candidati sindaci ,vi invitiamo a sfogliare con attenzione le pagine dei loro propositi futuri, riflettere sulle parole che utilizzeranno per anestetizzarvi … Comprenderete come il verbo “ritornare” ha una sua valenza a Nardò.-
A buon Intenditor …