Appunti enogastronomici : La grande bouffe

Nardò,12 giugno_di COSIMO POTENZA_ Cosa bolle in pentola? Pare sia questo il tormentone planetario;  dappertutto in tv, sul web, si susseguono trasmissioni che in un modo o nell’altro ci propinano cibo: Scuola di cucina, Master chef, Cuochi d’Italia, Piccoli cuochi, I menu di Benedetta, Cuochi e fiamme, La prova del cuoco, La terra dei cuochi … Ma dove mi trovo?

La mia terra non era quella penisola popolata da naviganti, eroi, poeti e santi? Già così noi italiani risultavamo piuttosto discutibili, ma almeno ci facevamo promotori di ideali e voglia di riscatto. Adesso mi sembra di assistere allo spettacolo della dicotomia tra l’apparire e il sentire. Apparire in forma “bulimica” per esagerare, perché essere normali, non fa scena, non è abbastanza, non ci rende speciali.  Insomma travestirsi con una maschera barocca, e quindi eccessiva, per nascondere l’incertezza dell’anima, l’”anoressia” dei sentimenti. Perché adesso le parole sensibilità, gentilezza, dubbio, profondità, incertezza sono sinonimi di debolezza?   E se anche fosse? Io voglio essere libera di provare questi sentimenti, il dubbio mi aiuta a guardare in profondità, la sensibilità mi fa essere gentile e compassionevole con il prossimo, l’incertezza mi fa prudente.Tutti facciamo a gara per sembrare più cinici, gradassi e spacconi con l’intenzione di spaventare gli altri come se lottassimo per la sopravvivenza; piuttosto che dipingerci il volto ci mascheriamo da “drittoni”. Signori calma! Un po’ di buongusto.

Riprendiamoci l’anima, la residenza della verità che ci guida verso l’equilibrio.Non si può più assistere alla rappresentazione della “Grande abbuffata” come metafora dell’eccesso che non ci rende felici e che inoltre ci restituisce indifferenza. Mentre il mondo si aggroviglia, si srotola, si abbraccia, si uccide, chiediamoci se siamo davvero contenti di guardare le biondine o le morette di turno che ci raccontano come si gira l’omelette o come si sorprendono gli ospiti con una perfetta panna cotta.

Guardiamo un po’ più in là delle nostre comode convinzioni: in questi giorni ci sono ragazzi che in un’altra parte del mondo stanno rischiando la vita per la libertà o semplicemente per difendere un parco (leggi Gezi Park )  e delle ricette vincenti non sanno proprio cosa farsene. Possiamo provare a riempire l’anoressia dei principi con la semplicità della ricerca di un equilibrio interiore da condividere?

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