Mellone apre con il botto la campagna elettorale e c’è chi grida allo scandalo per il suo essere “borghese” … non perdetevi il suo intervento …

Nardò, 26 giugno_ L’inaugurazione dell’Urban Park avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri ha ufficialmente aperto la campagna elettorale in città, con Sindaco che a briglie sciolte ha manifestato tutta la sua soddisfazione per un’opera che riteniamo oggettivamente storica.
Davanti a un numero non trascurabile di neretini anche altri rappresentanti della politica locale hanno voluto esprimere i propri pensieri riguardo il parco intitolato alla memoria del dirigente Franco Plantera.

Tanta curiosità e orgoglio insomma si respirava tra i partecipanti, naturalmente anche noi eravamo presenti e lo possiamo quindi testimoniare. Tra i personaggi accorsi non è passata inosservata la presenza dell’ex Sindaco Gregorio Dell’Anna (che alla notizia della demolizione del “nuovo comune” espresse a più riprese tutto il suo disappunto) e della Senatrice Maria Rosaria Manieri. Proprio con quest’ultima il Sindaco Mellone si è anche trattenuto in un breve scambio di battute ingenerando l’ira funesta dei suoi detrattori. È quantomeno curioso che gli stessi che accusano Mellone di demonizzare il passato oggi lo critichino perché scambia delle chiacchiere con chi la storia della città l’ha fatta.

Faccia pace col cervello chi sta utilizzando la nostra foto per scopi denigratori e accetti una verità incontrovertibile: ieri sotto la chiesa dell’Incoronata si è affermata in città una politica inedita, propositiva, gentile e rispettosa nei confronti dell’ambiente. Sono cose mai viste prima qui da noi e non basta l’astio personale per nascondere ciò che è lampante. Ma ovviamente, vi proponiamo, per chi era impegnato a fare altro sediciminuti di assolo del primo cittadino in veste elettorale e per pace dei suoi detrattori non ha risparmiato repliche a chi oggi ha un vestito su misura e un ruolo definito antagonista al melloniano pragmatismo … 
Complimenti infine ai gestori che già dalle prime ore hanno saputo dimostrare competenza e gusto estetico, anche in tempi di Coronavirus.

Ora abbiamo solo una certezza: le fotografie di ieri le riguarderemo tra 50 anni, quando i fuscelli saranno alberi, e potremo dire con orgoglio ai nostri nipoti che quel giorno noi c’eravamo.

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