IL PREFETTO RESPINGE RILIEVI DELL’OPPOSIZIONE, “REGOLARE” L’ATTIVITÀ DEL CONSIGLIO

Il prefetto di Lecce, Maria Rosa Trio, non ha riscontrato violazioni del regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale e la mancata discussione delle interrogazioni, così come sostenevano i due consiglieri del Partito Democratico Lorenzo Siciliano e Daniele Piccione, firmatari di un esposto lo scorso 10 marzo. La posizione del vertice della prefettura è contenuta in una nota giunta questa mattina al Comune di Nardò.

Avv. Andrea Giuranna (Presidente del Consiglio comunale città di Nardò)

Dalla prefettura si attesta, dunque, come riferito dal presidente del Consiglio Andrea Giuranna, che nonostante le difficoltà logistiche e organizzative connesse all’attuale emergenza pandemica, si è provveduto regolarmente a porre in essere le attività istruttorie preordinate all’esame, da parte dell’assise, degli atti presentati dalla minoranza. L’ufficio di presidenza, ricorda il prefetto, ha individuato e acquistato gli strumenti informatici idonei alla convocazione dei consigli comunali “da remoto” e diverse sedute sono state celebrate in questa modalità.

Per quanto riguarda mozioni e interrogazioni, la nota chiarisce che sono state poste all’attenzione degli uffici per la necessaria istruttoria. In linea con la previsione dell’art. 21, comma 7, del regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, secondo cui occorre preliminarmente accertare la competenza del Consiglio a trattare le mozioni e le interrogazioni presentate. Per quelle restanti, come chiarito dal presidente Andrea Giuranna, ci sarà una prossima seduta del Question Time.
“Dovrebbero chiedere scusa al sottoscritto, ai colleghi e alla città – commenta il presidente del Consiglio Andrea Giuranna – ma sono certissimo che non lo faranno. Perché, oltre che totalmente impreparati, sono anche arroganti. Ancora una volta, Sua Eccellenza il prefetto Trio, rispedisce al mittente le improbabili lagnanze di Siciliano e Piccione, che ogni giorno inviano esposti in prefettura, ai ministeri, alle procure, mestando nel torbido di fatti inesistenti e ricoprendo di insulti me, il sindaco Mellone e tutti quelli che non la pensano come loro.

Non hanno alcuna ragione di protestare, dunque, soprattutto se continueranno a presentare mozioni e interrogazioni su temi su cui il Consiglio non è competente. Su tutte, le più imbarazzanti sono le richieste all’assise di invalidare atti della giunta. Siamo di fronte a due fenomeni che cercano di farsi beffe delle regole e dell’intelligenza, ma soprattutto a due che hanno deciso di far perdere tempo con i loro ridicoli esposti alle istituzioni di mezza Italia”.

I commenti sono chiusi.