LABRIOLA, PRESIDENTE DEL COMITATO PROVINCIALE INPS DI LECCE, LANCIA L’ALLARME : L’INPS LECCE AL COLLASSO !

Lecce, 30 settembre 2021 – In qualità di Presidente del Comitato provinciale INPS di Lecce mi rivolgo alle SS.VV. affinché facciate proprie le preoccupazioni del Comitato sulla riorganizzazione che l’INPS sta operando sul territorio di Lecce.

Nella seduta del 28 settembre u.s., il Comitato ha votato un ordine del giorno, che allego alla presente, impegnando sia il Presidente del Comitato Regionale INPS Puglia sia il Presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza nazionale ad intervenire sull’INPS nazionale, affinché condivida con i Comitati provinciali e regionali le proposte elaborate dalla Direzione Generale sul riassestamento dei servizi sull’intero territorio nazionale.

Al di là delle dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane dal Presidente dell’INPS Pasquale Tridico su un eventuale turnover, la sensazione è che l’INPS stia cristallizzando l’attuale organico, negando nei fatti la carenza di personale creatasi a seguito dei pensionamenti. Un’emorragia che purtroppo non si fermerà neanche il prossimo anno. Attualmente circa 70 fra dipendenti e medici sono già andati in pensione. A loro si aggiungeranno altre figure, le cui finestre di pensionamento si apriranno nel 2022. Ciò crea nel Salento una situazione giunta ormai al limite.

Nel 2018 il predecessore di Tridico, Tito Boeri, aveva con determina già tentato di chiudere il settore sanitario di Casarano. Un vero e proprio antipasto di quel che potrebbe avverarsi con il declassamento della sede. L’antipasto è stato infatti quello di spostare tutte le visite sanitarie previdenziali presso la sede di Lecce, con grave disagio per cittadini costretti a sobbarcarsi anche oltre 100 chilometri per raggiungere il capoluogo. Tutto ciò, fra l’altro, durante la pandemia ha aggravato il momento di grave criticità vissuto da famiglie, persone anziane e invalidi.

La popolazione è ormai esasperata. L’ipotesi che possa verificarsi un problema di ordine pubblico è un eufemismo, visto che ogni giorno, tanto a Casarano quanto a Lecce, si rischia la rissa.

Un comportamento irresponsabile, che la dice lunga sulle vere intenzioni dell’INPS: risparmiare sui costi del personale e su quelli di gestione a danno dei cittadini e delle fasce più deboli della popolazione.

Il territorio del Sud Salento attualmente è presidiato da un’agenzia denominata Complessa, con sede a Casarano appunto, a cui rispondono gerarchicamente le agenzie di Gallipoli e Tricase. Si tratta di una zona con un bacino di popolazione di circa 300.000 abitanti sparsi in 35 comuni, con circa 34.000 aziende e circa 37.000 lavoratori autonomi.

Numeri che dovrebbero convincere tutti su un fatto scontato: il territorio di Casarano, per la posizione geografica e per il bacino d’utenza, dovrebbe meritare un riconoscimento a Filiale. Altro che declassamento.

Queste dinamiche aziendali ai più sono sconosciute. Ma vale la pena evidenziare che altrove, in Calabria per l’esattezza, si promuove un territorio che non è provincia, come quello Corigliano Calabro-Rossano, a Filiale e addirittura Lamezia Terme la si riclassifica ad Agenzia Complessa. Uno schiaffo e una mancanza di rispetto, non solo al territorio salentino ma in generale a quello pugliese.

Mi appello quindi al Prefetto di Lecce, affinché convochi d’urgenza un tavolo per aprire, come rappresentante del Governo, un momento di ascolto e verifica sulla situazione vissuta sul territorio.

Mi appello inoltre alla Deputazione Salentina: i nostri rappresentanti in Parlamento intervengano politicamente sul problema. Come pure i sindaci attraverso l’ANCI: si attivino e facciano votare ordini del giorno nei consigli comunali per il mantenimento dell’agenzia complessa a Casarano e per il riconoscimento a filiale.

Mi appello ai sindaci ed alle organizzazioni datoriali e a tutti coloro che hanno a cuore il nostro territorio: la popolazione che si rivolge all’INPS, nella maggior parte dei casi in condizioni di fragilità, non deve incontrare difficoltà di accesso ai suoi servizi. Un servizio pubblico così importante non può diventare residuale.

IL PRESIDENTE Salvatore Labriola       

 

 

 

ORDINE DEL GIORNO 

 

Il Comitato Provinciale INPS di Lecce, nella seduta del 28 settembre 2021 dopo ampia discussione,  ha formulato il seguente ordine del giorno:

 

 

Il Comitato di Lecce esprime preoccupazione riguardo l’annunciato nuovo riassetto organizzativo dell’INPS.

Il Comitato lamenta un’assenza di informazione e di confronto, privandolo quindi della possibilità di capire se il riassetto organizzativo risponda alle esigenze dell’utenza sul territorio, oppure ad un mero risparmio di costi e risorse umane, che mira ad attualizzare così la carenza di personale, riveniente dal pensionamento di oltre 70 fra dipendenti e medici.

Già in un recente passato l’INPS ha deciso di ridurre l’offerta di servizi sul territorio di Lecce, in particolare sul territorio di Casarano, spostando l’effettuazione delle visite mediche previdenziali nella sede di Lecce e costringendo cosi l’utenza a sobbarcarsi il disagio di una percorrenza che supera i 100 KM.

 

Pertanto:

Il Comitato Provinciale di Lecce impegna il Presidente del Comitato Regionale ad intervenire sul CIV nazionale affinché sia garantita la massima trasparenza sulla riorganizzazione dei servizi INPS in atto e garantisca il diritto ad una corretta informazione a livello periferico.

Il Comitato chiede altresì che il Presidente regionale e il CIV si facciano portavoce presso l’INPS Nazionale per conoscere i criteri di riclassificazione o declassamento, atteso che mentre in PUGLIA si declassifica l’Agenzia Complessa di Casarano che, per posizione territoriale e bacino di utenza, meriterebbe una riposizionamento a FILIALE, su altre regioni invece, es. la Calabria, si registra un aumento delle Filiali Provinciali e delle Agenzie Complesse.

 

 

Il presente ordine del giorno viene approvato a maggioranza.

 

Lecce, 28 settembre 2021

 

                                                 

     IL SEGRETARIO                                                     IL PRESIDENTE

    Donato Dell’Anna                                                   Salvatore Labriola                                                                                                                                                             

                                                                                                                                                      

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