Lecce, 13 febbraio 2024 – La rassegna “di margini poetici: incontri tra musica e poesia” prosegue domenica 18 febbraio alle ore 19 con la presentazione de La lunga partenza (Musicaos Editore, 96 pagine), di Antonio Palumbo. Appuntamento nella sede di Music Together (Lecce, viale Giovanni Paolo II 18). Un bicchiere di vino, le note di Adriana Polo, il dialogo con Luciano Pagano e soprattutto la poesia dell’autore: ecco i rimedi per combattere le fredde domeniche invernali (ingresso libero, info e prenotazioni 328 9143780). 

La rassegna. Con l’intento di portare la poesia nella periferia di Lecce, “𝙙𝙞 𝙢𝙖𝙧𝙜𝙞𝙣𝙞 𝙥𝙤𝙚𝙩𝙞𝙘𝙞: 𝘪𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪 𝘵𝘳𝘢 𝘮𝘶𝘴𝘪𝘤𝘢 𝘦 𝘱𝘰𝘦𝘴𝘪𝘢” proverà a riscaldare cuori e menti, anche quelli che abitano una Lecce altra, lontana dai templi della cultura cittadina. E tenterà di convincere chi vorrà farsi coinvolgere in questo viaggio a spostare il proprio centro e ritrovare un nuovo assetto. Tre autori in tre domeniche nei primi tre mesi dell’anno, dunque. La rassegna organizzata da Music Togheter, in collaborazione con Musicaos Editore, ha come obiettivo arrivare ai margini e tramutarli in nuovi nuclei. La condivisione della scrittura e delle parole che si fanno suono avverrà in un luogo dedito per natura all’ascolto e alla musica, che durante la settimana ospita corsi di educazione alla musicalità per famiglie. Dopo “Lingua volgare” di Paola Maritati (21 gennaio) e Antonio Palumbo con “La lunga partenza”, chiuderà i battenti Adriana Polo con “parole chiave” (17 marzo). 

 

Il libro. Antonio De Rosa, nella sua postfazione, parla di pagine incandescenti nelle quali un corpo ferito «si ritira dal mondo», si stacca dalla folla e, come l’animale in punto di morte, cerca il buco in cui «passare». Un corpo che si scorpora, allontanandosi dal «coro senza core», finendo murato nei labirinti di una feroce solitudine. Nello svincolo di un’interminabile partenza/assenza, temprandosi nell’isolamento di un palcoscenico privato, l’Io non rinuncia all’ipotesi di un Tu, pressante, a volte presente, spesso l’Assente con cui dialogare, in cui trovare un senso alla natura del tempo. Il corpo «inerme» senza il coro, in un aldiquà di muri e varchi impossibili (forse si passa solo attraverso la propria carne), nei vortici di un moto in cerca di spiragli, in un corpo a corpo con le parole (ape impastata di polline), in tentativi di volo, in un velo di echi palesi o nella trama, da Dante a Hölderlin, da Montale a Celan, da Caproni a Nick Cave e altri ancora, in arguzie e calembour e giochi tragici di vocaboli, prova orrore per il «verme» che incombe in esergo e in clausola. 

 

L’autore. Antonio Palumbo, nato nel 1980, si laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università del Salento. Fin da giovanissimo, e per un lungo periodo, ha fatto parte della compagnia Astragali Teatro. Nel 2015 realizza il suo primo lavoro come regista e attore, “Waiting for job, resistere è amare ancora”, riscrittura originale ispirata alla figura di Giobbe con cui vince “Strabismi Festival 2016”. Del 2017 lo studio “De Amicitia, un altro passo verso la cecità del cuore”. Attualmente si dedica ad un lavoro di messa in scena a partire da Beckett. 

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