Il calcio ai tempi di Berlusconi

Cosa cambia nel mondo calcistico con la vittoria elettorale di Berlusconi? Analizziamo la situazione dei principali personaggi che governano il mondo del pallone.

Per Abete, Presidente della Figc, cambia pochissimo: uomo di centro, politico senza mai sembrare maneggione, con il suo non decisionismo (da Donadoni a Collina, in un anno di presidenza non ha mai fatto una scelta davvero sua) si è guadagnato l’indifferenza del neo-presidente del Consiglio, che continua, non del tutto a torto, a considerarlo il vice di Carraro. Un calcio veltroniano avrebbe ovviamente spostato la centralità del potere verso la federazione, ma di sicuro non si può dire che Abete abbia perso.

Campane a morto invece per Antonio Matarrese, che ha provato a svincolarsi dall’abbraccio della Serie B facendo quello che pensa in grande dopo una vita passata a comporre contrasti fra ras di paese. Niente da fare: se la A saluterà la compagnia cadetta prima della fatidica data del 2010, quella di tutte le scadenze, “commissioner” della nuova lega sarà al 110 percento Adriano Galliani. Nell’arco di due anni far crescere un dirigente da Milan non dovrebbe essere difficile: il gruppo è pieno di ottimi manager per la gestione finanziaria, a cui affiancare un uomo di sport (ad esempio Costacurta, o un direttore sportivo di provincia) per il mercato. E poi, di strapagare giocatori bolliti in arrivo dalla Spagna, con la straordinaria consulenza del solito mediatore Ernesto Bronzetti (è l’unico ad avere il numero di Barcellona e Real Madrid?) dovrebbero essere più o meno capaci tutti. Un Berlusconi presidente del Consiglio non potrà esserlo anche del Milan, ma nella sostanza cambierà poco: carica vacante, a meno che non scocchi l’ora del non più piccolo Luigi.

Vince Collina, che Berlusconi e Galliani hanno sempre rispettato tanto da non volersi esporre quando c’è stato da reclamare per qualche torto arbitrale subito dal Milan: a questo tipo di difesa ci ha pensato la Gazzetta dello Sport.

Perde Moratti, non solo per le simpatie politico-salottiere per la sinistra (in realtà più della moglie che sue), ma anche perché a un presidente del Consiglio pur non vincendo nel calcio rimangono tanti altri tavoli su cui giocare. I guadagni nella raffinazione del petrolio si giocano sui millesimi di euro, una tassa in più o in meno cambia il destino di una dinastia industriale in un paese in crisi di approvvigionamento energetico. Pareggia la Juventus: gli Elkann a Berlusconi non sono certo antipatici. Un pareggio con tendenza alla sconfitta, perché il reale progetto politico di Montezemolo puntava al pareggio elettorale per poi proporre uno pseudo-governo dei tecnici: probabile adesso che invecchi fra Raikkonen e Massa nella Formula Uno. Perde la Roma, con la famiglia Sensi ed il suo giocatore simbolo schierati per Veltroni-Rutelli e presi di mira per questo, come se poi le strumentalizzazioni politiche fossero esclusiva di una parte.

Questa la politica, mentre per quanto riguarda i soldi già adesso si può dire che la legge Melandri sarà spazzata via, più probabilmente per via giudiziaria che parlamentare: gli arieti Sky, De Laurentiis e Zamparini provvederanno a sfondare questo cigolante portone ed a tornare entro il solito 2010 alla soggettività dei diritti tv. Per il resto nessuno scenario sconvolto: Sky per il satellite, Mediaset e La7 per il digitale terrestre, continueranno a dare il grosso, mentre il piccolo, cioè il chiaro, quasi certamente tornerà ad una Rai costretta a sobbarcarsi, con la scusa del servizio pubblico, anche una serie B che fra qualche anno non dovremmo vedere più (almeno nella sua forma attuale). Insomma, ha vinto Berlusconi ma in generale tutto il calcio di vertice ci guadagnerà.
Dimenticavamo: il collaboratore principe del Berlusconi politico è stato e sarà Gianni Letta. Questo significa la ricomparsa calcistica in terra italiana di Franco Carraro, attualmente all’esecutivo Uefa. Non riusciamo ad immaginare in quale ruolo, avendoli già ricoperti tutti e più di una volta: da una poltrona di sottogoverno in su, tutto è possibile.

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