Qui Quo Qua e il ” Manuale delle giovani Marmotte”

Molte persone dai capelli brizzolati ricorderanno con affetto le magnifiche gesta dei nostri eroi fanciulli che attraverso la lettura delle pagine di quell’interessante trattato riuscivano a risolvere ogni difficoltà o problema che si ponesse loro davanti nelle storie raffigurate nel giornalino di Topolino. L’aspirazione di tutti gli adolescenti dell’epoca pre_digitale e quasi a questo punto preistorica era di possedere quel libro meraviglioso per poter aiutare gli adulti nelle loro difficoltà quotidiane. Nei nostri giorni lo scoutismo ha preso il posto dei fumetti e i ragazzi vengono inseriti in squadre che attraverso delle gare tra i diversi gruppi competono per raggiungere le vittorie per esaltare i risultati ottenuti. Il vecchio manuale così è stato sostituito da testi più moderni con nozioni più dettagliate ed è stato assegnato in modo obbligatorio ad ogni componente iscritto come fosse una bibbia da seguire per arrivare ai piccoli premi e alle decorazioni da assegnare.

Questa premessa è assolutamente necessaria per fare un doveroso distinguo tra il mondo degli adulti e quello dei fanciulli che tendono ad emulare i primi. Nella quotidianità le difficoltà sono la norma , i problemi da affrontare il pane giornaliero e una volta trattati i primi e risolti i secondi ci si adagia su una lieve soddisfazione personale senza per questo evidenziarla troppo come un successo eclatante per non dover essere smentiti l’indomani dopo un risultato non troppo esaltante. Nella fanciullezza invece riuscire a fare un nodo risulta un impresa impossibile, scalare un terrapieno una difficoltà enorme , attraversare un ruscello una pericolosità incombente e giustamente il superare queste imprese va evidenziato, elogiato , premiato e nel tempo della tecnologia estrema comprovato con foto e selfie.

Usare il metodo del fanciullino nell’amministrazione cittadina non è altrettanto efficace e ciò che può affascinare nella giovane età diventa fuori luogo nella necessaria serietà con cui devono essere affrontati argomenti di una certa importanza. Galatone paese a noi estremamente vicino ha subito gli stessi disagi causati dalla neve della nostra città e il Sindaco si è ben guardato , nonostante fosse in piena campagna elettorale , di divulgare foto e selfie che lo ritraessero pronto a spalare la neve o a guidare un mezzo di soccorso.

Ciò nonostante il sale è stato ugualmente sparso con la dovuta perizia e i mezzi idonei a tal scopo senza che la notizia fosse esaltata e portata agli onori delle cronache come evento eccezionale. Lo stesso si puo’ asserire per la chiusura delle scuole per lunedì 9 Gennaio e per il cimitero. E’ strano pensare che ciò che per altri comuni è solo normale amministrazione nella nostra città deve per forza di cose essere fatta passare un’ impresa titanica risolta dalla bravura di pochi. Anzi dalle foto e dai selfie circolati in questi giorni si evidenzia anche l’estrema pericolosità e la poca competenza con cui vengono svolti i lavori, nessuna precauzione e rispetto delle norme antinfortunistiche necessari e obbligatorie per le aziende comuni per i protagonisti ritratti solo una divertente pratica da svolgere come comuni bambini che giocano con le palle di neve.

Forse sarebbe meglio frequentare una scuola di buona amministrazione e lasciare agli organi competenti Protezione civile e aziende che si occupano del settore le risoluzioni dei problemi di eventi straordinari come lo può essere un’improvvisa nevicata sul nostro territorio. Seguire gli esempi di altre città virtuose che svolgono il loro lavoro senza tanti clamori, Galatone e Copertino docet, a volte non sarebbe una cattiva idea.

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