L’Avvocato del Diavolo alla corte di FB …

NARDO’ 14 MAR:_Chi lo avrebbe immaginato che FB, il social virale per eccellenza, ha nelle sue file personaggi che stanno diventando punti focali della vita politica cittadina tanto da sostituirsi, nella loro palese popolarità, al politico, o presunto tale, al potere sovrastandolo  da un seguitissimo stuolo di argonauti in tutte le salse e i colori che respira e vive sotto l’effetto di uno tsunami in carne e ossa.

In questa marasma di protagonismi sui generis a prescindere l’estrazione social emerge una voce dal coro che dal 19 giugno 2016 accompagna la coscienza, o presunta tale, dell’amministrazione Mellone con una quotidiana e puntuale presenza quasi imbarazzante perché autoalimentata dalle azioni che il primo cittadino e suoi non si risparmiano di produrre e che un attento osservatore non riesca a cogliere in castagna.

Ma si che avete capito! Si!, parliamo proprio dell’avv. Giuseppe Cozza noto alle cronache per la sua particolare loquacità  in quel diritto di critica che sta spopolando in rete rendendolo quasi un icona o l’icona per eccellenza , antagonista a Mellone & Co.

Una situazione che mette a nudo il “rigor mortis” dell’opposizione che non ha mai brillato per capacità comunicativa e di incisiva e sentita partecipazione, a rintuzzare la cavalcata delle valchirie che questa amministrazione ha ostentato nei primi otto mesi della sua, inaspettata, ascesa al potere .

Opposizione resa ancora nuda e cruda da un Cozza pronto a colpire di fioretto per far emergere le presunte discrasie che il populismo melloniano, una volta al potere, non ha saputo legare a doppio filo e rendersi quanto meno accettabile e forse ,con un pizzico di audacia ,credibile agli occhi dei suoi detrattori, che ricordiamo sono più di 8mila elettori/cittadini rappresentati in malo modo da una politica dei crocicchi : spenta, smorta tendente al moribonda.

Un uomo libero che senza volerlo, scoprendo in FB un amplificatore inaspettato e quasi sconosciuto, ha reso a noi argonauti anestetizzati e rincoglioniti dal morbo del “mi piace” al servile “condivido”, una coscienza quasi una rivelazione divina di come anche su un social virale ci sia “l’avvocato del diavolo” che in questo caso dispensa lumini, intesi come illuminazioni, a tutti estremi compresi con la sua lucida e pertinente verbosità senza perimetri epidemica…

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