Portoselvaggio

Nardò – Portoselvaggio, bene di inestimabile valore, scrigno di natura incontaminata ed oggi anche territorio dalla straordinaria rilevanza archeologica.

Pochi sanno probabilmente che il distretto archeologico di Nardò è considerato tra i più importanti d’Italia ed è concentrato in 5 Km di costa all’interno del Parco di Portoselvaggio – Palude del Capitano. Sono in corso studi e ricerche sulla Grotta delle Corvine, in seguito all’ultimo ritrovamento di graffiti preistorici, che possono implementare la già riconosciuta valenza storico – culturale dei nostri luoghi. Come coniugare, dunque, Portoselvaggio e Archeologia, Natura e Scavi, lavorando affinchè questo binomio possa diventare uno straordinario volano di sviluppo per il nostro territorio?

A questa domanda, l’Amministrazione Comunale ha cercato – dal marzo 2006, data di entrata in vigore della legge istitutiva del Parco – una valida risposta, lavorando molto in tal senso ed impegnandosi nell’attivare serie politiche di tutela e valorizzazione delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche del nostro territorio. E’ nostro intendimento puntare molto sul distretto archeologico di Portoselvaggio. Tale distretto presenta elementi di straordinaria rilevanza archeologica e storico – culturale: le sue caratteristiche geo – morfologiche, il clima mite, la particolare distribuzione costiera delle risorse idriche, la presenza di animali selvatici e l’abbondante disponibilità di grotte e ripari naturali ricchi di acqua potabile sembrano aver attratto e permesso da sempre lo stanziamento di gruppi umani in epoche preistoriche e protostoriche, divenuti nel tempo nuclei sempre più numerosi, evoluti e socialmente organizzati.

Il nostro tratto costiero presenta – dunque – due ordini di valori, strettamente correlati tra loro e meritevoli di ampia valorizzazione: la natura carsica del territorio e soprattutto la grande ricchezza di resti archeologici e preistorici di importanza eccezionale. Ciò induce a sostenere la presenza di almeno due Beni culturali collettivi: il patrimonio carsico ipogeo, epigeo e subacqueo ed il patrimonio archeologico preistorico, entrambi contemporaneamente meritevoli di una seria politiche di salvaguardia, valorizzazione e fruizione. Siamo di fronte a veri e propri Archivi della Terra e dell’Uomo, ove sono racchiusi gli elementi della conoscenza della Storia “senza scrittura”, non meno importanti dei monumenti delle civiltà più recenti messapico – greco – romane; anzi, rispetto a queste molto più fragili, proprio perché più rare e numericamente esigue.

Oggi non sembra più utopistico immaginare uno sviluppo del territorio in grado di coniugare la necessità di tutela della natura e la salvaguardia dei beni archeologici con la nascita di dinamiche attività produttive orientate alla fruizione ed alla valorizzazione di queste risorse. Anche se spesso la realtà di ogni giorno ci offre esempi di programmazioni politico – economiche ad impatto ambientale assolutamente antiecologico, si ha ormai chiara la percezione che lentamente si sta affermando nella coscienza civile la convinzione della tutela dell’ambiente come valore primario e ineludibile. Di tutto questo, noi come classe politica e dirigente di questa Città abbiamo il dovere di prendere atto. Il territorio di Nardò beneficia di risorse straordinarie, che forse popolazioni meno fortunate sognano: una costa estesa con mare cristallino, un clima caldo – mite per la maggior parte dell’anno, beni monumentali urbani ed extraurbani unici e caratteristici, beni archeologici straordinari, siti preistorici di eccezionale rilevanza ed un Parco Naturale tra i più belli d’Italia.

Nell’ottica della costruzione di un ampio percorso di sviluppo per la nostra terra, si inserisce anche la recente nostra richiesta di allargamento dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, fino a ricomprendere il Parco di Portoselvaggio – Palude del Capitano ed il recupero della Masseria Torrenova, come sede logistico – operativa del Parco, che sarà inaugurata entro l’anno in corso.

Come è facile intuire, nessun modello di sviluppo della nostra Città potrà in futuro ignorare un patrimonio così importante, da gestire secondo chiari indirizzi di tutela e valorizzazione dell’ambiente, assecondando le naturali e spontanee vocazioni del nostro territorio.

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