Fracella: La dignità di Nardò è salva, i produttori di angurie hanno ottenuto giustizia.

Fracella: “Con questi chiari concetti si può commentare la sentenza della Corte d’Appello di Lecce che ha assolto con formula piena dalla grave imputazione di riduzione in schiavitù i produttori di angurie della nostra Città.
Avevamo sacrosanta ragione quando come Amministrazione Comunale in carica decidemmo, in verità non tutti,di non fare grancassa mediatica,di non costituirci parte civile, di non sottostare alla pressanti ed inopportune richieste in tal senso di sindacati, regione Puglia e non solo .
Non potevamo condannare preventivamente i nostri agricoltori di angurie alla gogna mediatica perché eravamo convinti che noi non rappresentavamo una Città che vive e si arricchisce grazie alle schiavitù.
Noi eravamo e siamo la Città dell’Accoglienza.
Oggi più di qualcuno dovrebbe chiedere scusa a Nardò,  alla sua Gente, ai suoi agricoltori.
Lo deve la regione Puglia che costituendosi parte civile ha politicamente condannato Nardò. Lo devono i sindacati che hanno dipinto una categoria di imprenditori come sfruttatori. Lo deve chi inconsapevolmente ha portato Nardò alla gogna mediatica nazionale. Lo devono tutti coloro che hanno preferito tacere.”
Giustizia, almeno per ora è fatta, le nostre angurie da oggi saranno ancora più buone.
Giuseppe Fracella, già amministratore comunale di Nardò.

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