“Stop anguria city, Nardò non è più la città della schiavitù”. Tavolo in Prefettura su caporalato e braccianti agricoli, soddisfazione per i risultati raggiunti

Nardò,8 luglio _ C’è ancora molto da fare ma lo Stato è presente e trova un interlocutore credibile nelle istituzioni locali. È questa la sintesi del lavoro svolto questa mattina in Prefettura a Lecce dal tavolo convocato sui temi del caporalato e della condizione dei braccianti agricoli, a cui ha partecipato anche il Comune di Nardò, rappresentato dall’assessore alle Attività Produttive Giulia Puglia.

“Nardò – spiega Giulia Pugliaha compiuto dei passi da gigante sulla strada dei diritti e della produzione responsabile. Oltre al rinnovo dell’ordinanza “anticaldo”, un provvedimento di assoluta civiltà, apprezzato oltre i confini regionali, è l’intero comparto agricolo ad aver assunto (nonostante le eccezioni) una connotazione etica sempre più forte. Siamo passati dal ghetto al villaggio per lavoratori, dalle ruspe del vecchio Sindaco a un nuovo modello di accoglienza. Ora, per stroncare ogni business dei caporali, la Regione Puglia sta puntando a introdurre anche un servizio mensa e un servizio di trasporti tramite biciclette. La Regione, grazie al presidente Michele Emiliano, è stato il principale partner in questa operazione, che ha consentito ad una città come Nardò di non essere più associata alla schiavitù. Questo marchio nefasto, per chi non lo sapesse, aveva effetti deleteri sull’intera economia cittadina, su ogni comparto produttivo, dal turismo al manifatturiero.

Ora – continua – bisognerà rendere questo sistema sostenibile, puntando al coinvolgimento economico dei lavoratori e delle imprese. Inoltre occorrerà affinare i meccanismi relativi al mercato del lavoro. Proprio per questo, la scorsa settimana, il sindaco Pippi Mellone ha scritto ai responsabili del Centro per l’Impiego, sollecitando una presenza nella foresteria, in modo

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