YLELLA – LA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UE CONDANNA L’ITALIA. CONFAGRICOLTURA PUGLIA: L’ATTEGGIAMENTO ONDIVAGO DELLE ISTITUZIONI CI COSTRINGE A SUBIRE LA BEFFA DOPO IL DANNO

Bari 05 settembre – “L’Italia è venuta meno all’obbligo ad essa incombente di attuare misure per impedire la diffusione del batterio Xylella Fastidiosa, che può provocare la morte di numerose piante, in particolare degli olivi”. Oggi la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha reso note le motivazioni della sentenza con la quale accoglie in parte il ricorso presentato dalla Commissione europea contro la Repubblica italiana per le inadempienze in materia di contenimento del contagio da Xylella.

 “La sentenza della Corte di Giustizia conferma quanto da noi sostenuto e purtroppo evidenziato nel corso di questi ultimi anni”, dice Pantaleo Greco, presidente della Federazione nazionale Olivicola di Confagricoltura, delegato per il dossier Xylella.

“Il comportamento ondivago delle istituzioni italiane ci ha portato in questa situazione – prosegue Greco – Al danno si aggiungerà la beffa. I provvedimenti legislativi che abbiamo ottenuto sono arrivati con indescrivibile ritardo e ne pagheremo le conseguenze per i prossimi anni. Ora qualsiasi aiuto che speravamo di avere dall’Unione europea verrà meno”.

 “La questione Xylella è diventata ormai per l’Italia intera un problema che mina la credibilità, anche istituzionale del nostro Paese, oltre ad essere una vera sciagura per l’economia agricola della Puglia” dice Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia. “La politica, sia locale che nazionale – aggiunge – ha preso troppo alla leggera la questione. E queste sono le conseguenze.

Dal precedente governo avevamo avuto rassicurazioni, promesse e in parte anche fondi. Ma una buona parte degli interventi necessari per risanare il Salento e permettere all’Italia di non perdere la faccia su questa storia sono ancora lontani. Chiediamo al nuovo Governo e al neo ministro Teresa Bellanova di ottimizzare quanto fin qui fatto e procedere in una direzione finalmente chiara”.

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