Il parco internazionale ? Solo con un’ECO MUSEO

Ancora un risultato per l’area del Parco di Portoselvaggio.
Da cittadino neritino ‘consapevole’, ritengo sicuramente d’effetto il premio al progetto presentato insieme a Legambiente Puglia, Sloow food, Cep Protezione civile ed Emys alla Fondazione per il Sud, sulla tutela e la valorizzazione dei beni ambientali.

Di ben 108.000 euro è il finanziamento che dovrebbe essere utile a “creare un senso di appartenenza dei cittadini di Nardò al proprio parco”. Ritengo altresì, importante che tutta quest’attenzione sul nostro immenso parco, possa nel tempo convincere, prima gli stessi neritini e poi chi vorrà raggiungere questa parte del territorio del Salento, ad osservarlo da vicino, soprattutto, imparando ad usarlo, rispettandolo!

Sono tanto d’accordo sulla tematica che molto tempo fa, esattamente sul numerouno(*) del 5 ottobre del 2006, della rivista L’ORA di Nardò, esponevo la mia idea di Museo Diffuso per la città, proprio indicando le matrici territoriale sulle quali fondare un tipo nuovo di ‘valorizzazione’ delle nostre risorse nella loro differenziata realtà.

Altrettanto ho fatto nel numerosette(*) di dicembre 2007, dove ribadivo nell’articolo “Nardò, alla ricerca dell bellezza perduta”, come fosse importante avvicinarsi alla natura, predisponendosi come, se si stesse ascoltando un meraviglioso racconto. Ancora nel numero 9 di luglio 2008, nella stessa testata, poi, il titolo parlava chiaro “Sentieri ora possibili”.

Qui, indicavo la stimolazione della nostra percezione, come elemento di sicura esperienza di crescita sociale legata al recupero di valori naturali e paesaggistici in cui, il nostro bellissimo parco, sottopone ad un esercizio continuo, l’animo umano.

Diciamo, quindi, che le carte sono in regola per quanto riguarda la mia visione a difesa della ‘naturalità’ del nostro paesaggio. MA, c’è un ‘ma’ che vale la pena porre. Riconosco il progetto dal titolo “TuteliAMO e ViviAMO il Parco” come possibilità di arrivare all’utile premio, ma il parco con la Masseria Torre Nova e la Palude del Capitano è organizzato già strutturalmnete per poter realizzare qualcosa di più importante che non dovremmo lasciarci sfuggire come al solito per iniziative localistiche e limitate nella scelta. Andrebbe, infatti, assolutamente trasformato in un ECO MUSEO.

Mai sentito parlare ? Cos’è l’eco museo? L’ideatore del termine, lo studioso Hugues De Varine che lo definisce come un museo che studia, ricostruisce, valorizza e racconta la memoria collettiva della comunità, un ambito culturale che viene creato con la partecipazione della popolazione.

Ed è questa la mia idea per la Masseria Torre Nova, obiettivo ambizioso ma con un grande valenza propagandistica e di diffusione dei suoi valori, profumi, colori, sapori della nostra terra.

Una volta posta l’attenzione sulle strategie e le modalità di diffusione delle attività educative o informativo-didattiche, si passerebbe poi ai processi storici a testimonianza delle trasformazioni avvenute nella storia del parco, a quelle in corso e ai progetti futuri per l’area.

E’ così che l’eco museo è diventato una strumento di progettazione del futuro, contribuendo così alla salvaguardia dell’ambiente, alla tutela del paesaggio e delle identità locali.

Una piccola nota però, rientra nella mia osservazione (come di solito): qui non si deve parlare di maturità raggiunta dall’ufficio Urbanistica, questo, ritengo e spero che sia solo l’inizio di un processo, la maturità non è, essere stati premiati è, invece vedere la masseria attiva e partecipata come un congegno sofisticato funzionante utile alla conoscenza di tutti noi! Questa è l’unica maturità che riconosco.

Urge l’aiuto di profili professionali nuovi che abbiano larghe vedute e la cultura ambientale giusta a questo proposito, indico una soluzione italiana (torinese) che secondo me è ai massimi livelli di concezione di un ECO MUSEO in Italia. Digitate perciò “ECO e NARCISO”.

Un’ultima osservazione riguarda il tema a cui sono vicino e quindi vorrei sapere se nei 108.000 euro, rientra un concorso di idee per la riqualificazione dell’area (orizzontale) all’interno della Masseria Torre Nova?

Il ‘vassoio’ grezzo (pavimento) che unisce le strutture o gli edifici storici in una desolata zona cementificata dall’aspetto prettamente metafisico, non ha assolutamente niente a che fare con l’importanza che può avere in futuro tutta l’area, molti fruitori hanno lamentato questo stato di cose.

Quindi, spero e fortemente auspico che si dia il via ad un concorso di idee nazionale e non allo stesso ufficio a cui sono stati dati i progetti delle piazzette per le marine di Nardò altrimenti tra panchine ottocentesche, lampioni ipermoderni dalla luce glaciale, portarifiuti taglienti, cordoli delle aiuole d’inciampo, si arriva a degradare anche questa struttura nel più becero dei modi.

Ecco cosa intendo quando dico che l’obiettivo di un ECO MUSEO sarebbe meraviglioso e ci sposterebbe molto in avanti a livello culturale, ma gli strumenti per raggiungerlo sono assolutamente non ancora all’altezza della situazione progettuale.

(ndr:* = i numeri dell’Ora di Nardò, citati dall’autore sono disponibili nello specchietto archivio)

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