Sabato 24 ottobre, a partire dalle ore 7.00 presso il parcheggio di via F.lli Piccinno a Maglie, agricoltori, allevatori e lavoratori della logistica agroalimentare saranno protagonisti di una grande manifestazione per portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica la grave situazione che sta attraversando il sistema agricolo e agroalimentare del Salento. Accanto a loro hanno già annunciato la propria partecipazione studenti e cittadini, che scenderanno in piazza per esprimere solidarietà a un settore che rappresenta non soltanto una componente fondamentale dell’economia locale, ma anche un presidio sociale, ambientale e culturale per l’intero territorio.
Non si tratta di una semplice protesta di categoria. È una mobilitazione che nasce dalla consapevolezza che la crisi dell’agricoltura è ormai la crisi di un intero territorio. Le difficoltà che colpiscono aziende, allevamenti e filiere produttive si riflettono infatti sull’occupazione, sul tessuto economico, sulla tenuta sociale delle aree rurali e sulle prospettive delle nuove generazioni.
Al centro della manifestazione vi sarà una piattaforma di rivendicazioni che affronta i principali problemi che stanno mettendo in ginocchio il comparto agroalimentare. A partire dall’aumento incontrollato dei costi di produzione. Carburanti, energia, fertilizzanti, mangimi, attrezzature e materie prime continuano a registrare incrementi che riducono la redditività delle imprese agricole e zootecniche.
Allo stesso tempo l’inflazione pesa sulle famiglie e sui consumatori, mentre ai produttori vengono spesso riconosciuti prezzi che non coprono neppure i costi sostenuti per produrre.
Un’altra questione centrale riguarda la concorrenza dei mercati internazionali. Gli agricoltori italiani sono chiamati a rispettare standard ambientali, sanitari, sociali e produttivi tra i più rigorosi al mondo, sostenendo costi elevati e garantendo qualità e sicurezza alimentare. Parallelamente, il mercato continua ad aprirsi a produzioni provenienti da Paesi extraeuropei dove tali standard non vengono applicati. Una situazione che contribuisce ad abbassare il valore delle produzioni locali e a creare condizioni di concorrenza che molti operatori del settore ritengono profondamente sbilanciate.
Le difficoltà attraversano ormai tutti i comparti. Il settore vitivinicolo vive una fase di forte incertezza legata all’andamento dei mercati e all’aumento dei costi. Il comparto cerealicolo continua a subire quotazioni che spesso non remunerano adeguatamente il lavoro degli agricoltori. Il florovivaismo, eccellenza produttiva del territorio, deve fronteggiare costi sempre più elevati e margini sempre più ridotti. L’olivicoltura, simbolo storico dell’identità salentina, continua a fare i conti con la distruzione di milioni di ulivi e con una crisi che ha trasformato profondamente il paesaggio e l’economia rurale.
Proprio la vicenda degli ulivi rappresenta una delle ferite più profonde subite dal territorio. La distruzione di oltre 20 milioni di alberi non ha colpito esclusivamente la produzione olivicola. Sono state travolte intere filiere economiche, coinvolgendo frantoi, vivai, imprese agricole, artigiani, lavoratori e numerose attività collegate. A pagarne il prezzo sono stati il reddito delle famiglie, il patrimonio paesaggistico e l’equilibrio economico di molte comunità rurali.
Anche la zootecnia vive una delle stagioni più difficili degli ultimi decenni. Sempre più stalle chiudono, schiacciate dall’aumento dei costi di alimentazione degli animali, delle spese energetiche e delle difficoltà di mercato. Ogni allevamento che scompare significa meno lavoro, meno produzione e meno presidio del territorio.
Ad aggravare il quadro intervengono la crisi idrica e la crisi climatica. La scarsità d’acqua, le siccità prolungate, gli eventi atmosferici estremi e l’imprevedibilità delle stagioni stanno compromettendo raccolti, investimenti e capacità produttiva delle aziende agricole. Un’emergenza che richiede infrastrutture adeguate, investimenti e una strategia di lungo periodo.
La manifestazione richiamerà inoltre l’attenzione sulla necessità di rafforzare la logistica e le infrastrutture al servizio delle filiere agroalimentari. Collegamenti inefficienti, costi di trasporto elevati e carenze infrastrutturali continuano infatti a penalizzare la competitività delle produzioni del Salento e dell’intero Mezzogiorno.
Tra i temi della mobilitazione vi sarà anche la richiesta di una profonda revisione delle politiche agricole comunitarie. Molti agricoltori denunciano una Politica Agricola Comune percepita come distante dalle esigenze reali delle piccole, e medie aziende, soprattutto piccoli produttori, e sempre più orientata a favorire le grandi concentrazioni produttive e gli interessi delle lobby economiche.
In questo contesto trova spazio anche la richiesta di riconoscere il Salento come area di crisi agricola. Non una semplice definizione formale, ma il riconoscimento di una condizione straordinaria determinata dalla distruzione del patrimonio olivicolo, dalle difficoltà delle filiere produttive, dalla crisi idrica, dagli effetti dei cambiamenti climatici, dall’aumento dei costi e dalla progressiva perdita di competitività delle aziende agricole.
Una condizione che richiede misure straordinarie, sostegni concreti e interventi strutturali capaci di accompagnare la ripresa del settore.
Le conseguenze di questa situazione sono ormai sotto gli occhi di tutti. Le campagne si spopolano, le aree interne si indeboliscono, i giovani lasciano il territorio in cerca di opportunità altrove e molte piccole aziende, con particolare riferimento ai piccoli produttori che rappresentano l’80% del comparto agricolo, sono costrette a chiudere. Si assiste a un progressivo impoverimento del tessuto economico e sociale che per generazioni ha sostenuto lo sviluppo del Salento.
Se non arriveranno risposte concrete e tempestive, il rischio è quello di una vera e propria desertificazione economica, sociale e produttiva. Non soltanto terreni abbandonati e aziende costrette a cessare l’attività, ma comunità prive di prospettive, territori svuotati delle proprie energie migliori e un patrimonio produttivo che rischia di scomparire.
Per questo il 24 ottobre agricoltori, allevatori, lavoratori della logistica agroalimentare, studenti e cittadini si ritroveranno insieme a Maglie.
Per chiedere attenzione, investimenti, infrastrutture moderne, politiche agricole più giuste, tutela del reddito delle imprese e una strategia capace di restituire dignità e futuro a uno dei comparti più importanti dell’economia salentina.
Perché difendere l’agricoltura significa difendere il lavoro, l’ambiente, il paesaggio, la cultura produttiva e l’identità di un territorio. Non è in gioco soltanto il destino di un settore economico. È in gioco il futuro del Salento.
Il Presidente ALPAA Puglia, Antonio Macchia
In Rappr. Agricoltori Salentini aderenti alla mobilitazione, Salvatore Sicuro