Troppo facile prendersela coi politici. Essi altro non sono che l’espressione del Popolo, non sono altro che Neritini, come noi. Ed è proprio con i Neritini che invece me la prendo, me per primo! Per l’ennesima volta siamo stati chiamati a partecipare all’ennesima battaglia per la difesa dell’ennesimo fazzoletto di patrio e sacro suolo minacciato dal cemento.

Questa volta chi si è accorta delle bellezze del territorio neritino, e se ne è innamorata, fino al punto da volerci costruire sopra, è una vera Lady inglese! Sono ben 70 milioni di euro che Lady & C. vogliono investire nel bosco millenario di ulivi della Sarparea. E la cifra ha subito mandato in sollucchero molti dei nostri concittadini, felici e grati di tanta generosità, che servirà (ancora una volta!) a rilanciare l’economia della nostra Città! Un ingente investimento, si dice. Sarò (anzi, lo sono sicuramente) un incompetente in economia ma il mio cervello di misero-lavoratore-mortale-contribuente non comprende perché gli inglesi vogliano spendere quella cifra proprio in quel posto. Dove andranno, i ricchi compratori, a bagnare le nobili membra? Sulla spiaggia di S. Isidoro, che è il posto più antropizzato (affollato e invivibile, per dirla più chiaramente) della Terra? Dove attraccheranno i loro yacth, in piena Riserva Marina? E la storia infinita e indefinita dello sbocco fognario di Nardò e Porto Cesareo, che incombe come una spada di Damocle a poche centinaia di metri dai loro lussuosi bungalow, la conoscono?

Sarà che sono cresciuto sotto il regno di Andreotti, ma la storiella dell’investimento e della filantropia verso la popolazione indigena proprio non riesco a bermela, anche se non riesco a comprendere cosa c’è veramente sotto, dove sta il business.

La quaestio, comunque, è servita a far scendere in campo molta gente contraria al progetto. Primi fra tutti, i “soliti ambientalisti”, i quali, però, si dovrebbero chiedere che cosa hanno fatto fino ad oggi per proteggere e valorizzare la foresta millenaria, cosa hanno fatto per il pregiatissimo uliveto della Sarparea prima che qualcuno ci mettesse sopra gli occhi. Prima del progetto della Lady, qual era il destino e/o il futuro sognato dagli ambientalisti per la Sarparea?

Poi ci sono i politici rimasti fuori dalla stanza dei bottoni, che, se la memoria non mi inganna, mi sembra che, ai “bei tempi”, fossero favorevoli al progetto inglese. Di certo c’è che ora sono decisamente contrari.

Continuando, ci sono i politici in carica, che prima erano assolutamente contrari, ora tacciono, in maniera misteriosa ed imbarazzante, almeno per chi li ha sostenuti. Nel contempo, però, danno grande lustro ad una martire che, secondo la storia corrente, ha dato la vita per difendere dalle speculazioni edilizie il territorio neritino. Dal Sig. Sindaco, grande comunicatore, ed alle cui promesse abbiamo creduto, neanche un sms sulla questione.

Dulcis in fundo, ci sono gli ex ambientalisti convinti, che fanno i pesci in barile e, come tutti i pesci, non parlano. Se ne stanno muti, acquattati sul fondo. Forse temono di buttarsi dalla parte sbagliata. Forse nel loro cuore sognano di essere, in qualche modo… ripescati!

E se, a questo punto, volessimo cominciare a prendere qualcuno a calci nel culo, da chi dovremmo iniziare? Dal sottoscritto, sicuramente, che non è stato migliore degli altri. E poi a proseguire. La fila è interminabile.

La bagarre sulla Sarparea non sarebbe dovuta neanche cominciare, dato che la zona, oltre ad ospitare l’ultima foresta primigenia di olivi del Salento, una delle ultime in Europa, è un’area che dovrebbe essere severamente tutelata dalla Regione Puglia per il suo delicatissimo equilibrio idrogeologico. La geologia della Sarparea è uguale a quella della Palude del Capitano. Lì non si sarebbe mai dovuto costruire un bel niente. E invece…

Per chi ama approfondire l’argomento, fornisco alcuni link di pubblicazioni, studi e leggi regionali che riguardano la Sarparea e i siti geologici con caratteristiche simili.

http://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/istruttoria/Regione%20Puglia%20-%20Legge%20Regionale%20n.%2033%20del%204%20dicembre%202009.pdf

http://www.irpi.cnr.it/publication/la-grotta-o-spundurata-di-s-isidoro-nardo-%C2%96-le-pu-507/

http://www.ilmiosalento.com/?p=8501

Cercando una morale su quest’ultima “battaglia ambientalista” neritina, dobbiamo, ancora una volta, ammettere che tutto ciò è solo colpa della nostra incapacità di tutelare e, soprattutto, valorizzare ed amministrare le unicità storiche, ambientali, monumentali e biologiche di questa amata terra. Per l’ennesima volta, quei pregiati terreni, che andavano inseriti in un serio programma di tutela e di sfruttamento turistico di qualità (insieme al patrimonio naturale già “salvato”), agli occhi di imprenditori esterni appaiono come terre abbandonate e senza un preciso destino.

Sarei tentato di stigmatizzare il caso con la saggezza popolare, citando: “Lu pane a ci no tene dienti” ma preferisco porla sul dubitativo, chiedendomi: noi Neritini, i denti per nutrirci di ciò che la Natura e la Storia ci hanno regalato, ce li abbiamo?

Raffaele Onorato

Centro di Speleologia Sottomarina Apogon

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Ultimo aggiornamento: 02/01/2025
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