Nardò 17 nov:_ Termina domani, sabato 18 novembre, la prima fase dedicata agli incontri propedeutici alla definizione della mappa di comunità del progetto Salento Arco Jonico. Presso la sala conferenze del Chiostro dei Carmelitani, in corso Vittorio Emanuele a Nardò, è in programma (dalle ore 9 alle 11) infatti l’incontro di formazione introduttivo su Open Data e potenzialità dei portali istituzionali Open data, destinato a funzionari e dipendenti e a cura dell’Open Data Manager Francesco Piersoft Paolicelli (componente dello staff di progetto). Cui seguirà (dalle 11 alle 13) l’incontro pubblico plenario per tutti gli attori dei Comuni, con la verifica degli aspetti operativi e dei successivi appuntamenti.

Lunedì 20 novembre, invece, sempre presso la sala conferenze del Chiostro dei Carmelitani si aprirà (dalle ore 16 alle 19:30) la prima esperienza concreta di mappatura, da sviluppare entro il 28 novembre 2017 con il coinvolgimento degli attori territoriali dei Comuni di Nardò, Porto Cesareo, Galatone e Galatina. Si tratta quindi di un incontro aperto a tutti, potenziali “mappatori” di comunità. La terna degli incontri si completerà a Leverano mercoledì 22 novembre (dalle 16 alle 19:30) presso la sala della Consulta della Associazioni in via Menotti (con la presenza degli attori territoriali dei Comuni di Leverano, Copertino, Veglie, Salice Salentino) e a Gallipoli giovedì 23 novembre (dalle 16 alle 19:30) presso la sala riunioni della sede comunale di via Pavia (con la presenza degli attori territoriali dei Comuni di Gallipoli, Alezio, Racale, Sannicola).

Il progetto Salento Arco Jonico, com’è noto, è risultato il migliore tra quelli ammessi a finanziamento (primo in graduatoria su diciannove) nell’ambito di un bando del ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dedicato alle regioni del Sud e finalizzato a sostenere i costi di progetti orientati alla valorizzazione culturale.

Il Comune di Nardò è capofila di un’aggregazione composta dai Comuni di Alezio, Copertino, Galatina, Galatone, Gallipoli, Leverano, Porto Cesareo, Racale, Salice Salentino, Sannicola e Veglie e dal Gal Terra d’Arneo. Il team composto da Mecenate 90 e dalla società Cles si occupano della realizzazione dei servizi e delle attività di pianificazione strategica e di progettazione culturale integrata per la valorizzazione delle aree di attrazione culturale a sostegno dello sviluppo di scala territoriale locale.

La mappa da sviluppare con la comunità (online al link http://bit.ly/mappasalentoarcojonico) raccoglie in partenza tutti i dati già rilasciati in licenza aperta relativi ai beni culturali materiali e immateriali disponibili in archivi digitali pubblici, organizzati su specifici strati.

Conterrà i punti di interesse e i luoghi da valorizzare, dal punto di vista dei partecipanti alla costruzione della mappa, mediante l’inserimento di materiali testuali, audio, foto, video, collegamenti ipertestuali, per supportare la successiva costruzione di percorsi e di itinerari ibridi, in cui le diverse narrazioni potrebbero intrecciarsi.

Gli attori locali ed i partecipanti possono individuare e descrivere beni materiali ed immateriali scegliendo liberamente una delle categorie di progetto: parco archeologico diffuso; rete dei musei; castelli, centri storici, torri costiere; sistema storico-antropologico; sistema enogastronomico ed agroalimentare; il paesaggio costiero e il mare.

La mappa conterrà inoltre circa 40 beni comunali storico-architettonici con potenzialità strategiche: si tratta di immobili non fruiti o solo parzialmente fruiti, chiusi e/o abbandonati, identificati a cura dei dodici Comuni in rete ed in stretta relazione con i beni materiali ed immateriali mappati dai partecipanti.

La mappa è collegata all’automa (BOT) Telegram @salentoarcojonicobot, l’applicazione gratuita predisposta da Piersoft Paolicelli, che consente a qualsiasi attore territoriale di censire e localizzare con il proprio smartphone e con agilità, i beni materiali ed immateriali, con l’inserimento di testi e immagini.

La mappa vuole giungere all’emersione geografica, aperta e non conclusa, di un patrimonio comune e condiviso, che possa esplicitare la relazione con il territorio-patrimonio pubblico, perché siano più facilmente raggiungibili e fruibili le diverse storie che lo hanno attraversato.

La relazione è avviata dalla comparsa di saperi e di conoscenze (già censite o da censire) presenti sul territorio, e viene nutrita dall’intervento dei cittadini e degli attori coinvolti.

L’obiettivo è la generazione di un unico luogo virtuale geografico, dei beni e dei racconti, ma anche, potenzialmente, delle informazioni scientifiche e geo-riferite successivamente prodotte da esperti, associazioni, gruppi organizzati e cittadini che vorranno essere i vettori umani delle storie, visibili e meno visibili.

La mappa di comunità è uno strumento di conoscenza territoriale di “open design” che rimarrà attiva ed aggiornabile nel tempo dai cittadini e dagli stakeholder del territorio senza necessità di intermediazioni tecniche, mediante Telegram.

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