LECCE – Da ieri mattina, alle ore 11:00, i Giovani Democratici di Lecce sono accampati con le tende presso il complesso universitario Studium 2000 insieme ad altre realtà del territorio per denunciare il caro-affitti e le crescenti difficoltà di accesso agli alloggi per studenti e giovani lavoratori. Il presidio, che proseguirà anche nei prossimi giorni attraverso momenti di confronto e assemblee aperte, porta nel capoluogo salentino la mobilitazione nazionale avviata dai GD a Piazza Bologna, a Roma.
«Il diritto allo studio e quello al lavoro sono indissolubilmente legati al diritto all’abitare. Non possiamo continuare a considerare la casa un privilegio riservato a chi può permetterselo, mentre per migliaia di giovani la possibilità di studiare, lavorare e costruire il proprio futuro dipende sempre più dalle condizioni economiche della famiglia di provenienza», dichiara Enrico Bove, segretario dei Giovani Democratici di Lecce.
«Negli ultimi anni, anche nel capoluogo salentino, il diritto allo studio è stato progressivamente compromesso dall’aumento dei canoni di locazione, dalla diffusione di contratti irregolari o in nero e dalla crescente conversione degli immobili residenziali in strutture turistico-ricettive. A fronte di un’offerta di alloggi pubblici ancora insufficiente e talvolta inadeguata, studiare a Lecce rappresenta un sacrificio economico sempre più gravoso per moltissime famiglie. È una crisi che attraversa i confini nazionali, come dimostra anche il caso dello sfratto di Maricarmen Abascal in Spagna, e che impone alla politica di rimettere il diritto all’abitare al centro delle proprie priorità», prosegue Bove.
La mobilitazione avviata nella giornata di ieri non rappresenta, per i Giovani Democratici, un’iniziativa isolata, ma l’inizio di un percorso di rivendicazione politica che intende coinvolgere la comunità studentesca e richiamare le istituzioni alle proprie responsabilità. Le tende diventano così il simbolo delle difficoltà di una generazione costretta a confrontarsi con un mercato abitativo sempre meno accessibile e con politiche pubbliche incapaci di garantire risposte adeguate.
«Se non garantiamo un sostegno stabile alle fasce economicamente più vulnerabili, viene meno il diritto allo studio e, con esso, la possibilità per tanti giovani di restare e costruire il proprio futuro in questo territorio. Non possiamo accettare che la condizione economica rappresenti il principale criterio di accesso all’istruzione universitaria», aggiunge Alessandro Mongelli, membro della segreteria GD Lecce con delega all’Università e alle politiche abitative. Per i Giovani Democratici, la risposta alla crisi abitativa deve tradursi in interventi concreti: un rafforzamento dell’offerta di alloggi pubblici destinati agli studenti, maggiori strumenti di sostegno economico per le famiglie più vulnerabili, controlli sui contratti di locazione e politiche capaci di contrastare le distorsioni del mercato immobiliare.