LECCE – «Settimana scorsa ci siamo accampati con le tende a Studium 2000 per denunciare una crisi abitativa che sta rendendo le città sempre meno accessibili a studenti, lavoratori e residenti. Oggi, con l’approvazione della legge regionale sulle locazioni turistiche, arriva uno strumento normativo concreto per affrontare una delle cause di questa emergenza. Adesso la sindaca Adriana Poli Bortone non ha più alibi, è il momento di intervenire». È la posizione dei Giovani Democratici di Lecce, espressa dal Segretario cittadino Enrico Bove a seguito dell’approvazione in Consiglio regionale della legge sulle locazioni turistiche, che introduce nuovi strumenti per consentire ai Comuni di governare la diffusione degli affitti brevi e tutelare la residenzialità.
Il provvedimento interviene su un fenomeno che negli ultimi anni ha profondamente trasformato il mercato immobiliare pugliese. Nel 2025 la regione ha registrato oltre 6,6 milioni di arrivi e 22,7 milioni di presenze turistiche, mentre gli immobili destinati alle locazioni turistiche hanno raggiunto quasi 45mila unità. Una crescita che rappresenta un’importante opportunità economica, ma che, se lasciata esclusivamente alle logiche del mercato, rischia di aggravare la carenza di alloggi e l’aumento dei canoni, soprattutto nei centri storici e nelle città universitarie. È esattamente questa la contraddizione che i Giovani Democratici di Lecce hanno denunciato nei giorni scorsi, accampandosi con le tende a Studium 2000, insieme ad altre realtà del territorio, per rivendicare il diritto all’abitare di studenti, lavoratori fuorisede e cittadini.
La nuova disciplina regionale rappresenta un passo decisivo perché stabilisce chiaramente che spetta ora ai Comuni il compito di intervenire concretamente contro la proliferazione incontrollata delle locazioni turistiche. Nello specifico, l’articolo 2 attribuisce direttamente agli enti locali e ai Capoluoghi di provincia la facoltà e la responsabilità di approvare appositi regolamenti comunali, individuando le aree urbane più critiche e fissando limiti numerici e criteri stringenti alle nuove attività.
«Come Giovani Democratici chiediamo alla sindaca Adriana Poli Bortone di avviare immediatamente un tavolo di confronto aperto per individuare insieme le zone maggiormente esposte alla pressione turistica, a partire dal centro storico e dai quartieri universitari, con l’obiettivo di predisporre un regolamento comunale che, sulla base di una ricognizione puntuale del patrimonio immobiliare e del mercato degli affitti, introduca limiti motivati alle nuove locazioni turistiche imprenditoriali nelle aree più critiche, affiancandoli a misure concrete per incentivare la disponibilità di abitazioni a canone sostenibile per studenti e lavoratori. Quando ci siamo accampati a Studium 2000, lo abbiamo fatto perché non eravamo più disposti ad accettare che il diritto alla casa fosse trattato come un privilegio. Abbiamo portato le tende davanti all’Università per rendere visibile una crisi che troppo spesso le istituzioni preferiscono ignorare, pretendendo risposte politiche, non solidarietà. Una prima risposta arriva dalla Regione Puglia, che mette nelle mani delle amministrazioni comunali uno strumento per governare un mercato che non può continuare a espellere studenti, lavoratori e famiglie dalle nostre città», dichiara Bove.
«La sindaca dica chiaramente se intende utilizzare gli strumenti messi a disposizione dalla Regione per tutelare il diritto alla casa oppure lasciare che siano ancora una volta le logiche del mercato a decidere chi può permettersi di vivere a Lecce. Noi, dopo esserci accampati per giorni a Studium, continueremo a vigilare affinché questa battaglia non rimanga confinata alle tende, ma trovi risposte concrete nelle istituzioni», conclude Bove.