Caldo e aria condizionata nelle scuole, ecco i dati a Nardò. Sono cinque gli immobili scolastici dotati di moderni impianti di condizionamento, cioè quelli di via Marzano (di nuova realizzazione), via Pilanuova (riqualificato), via Manieri (riqualificato), piazza della Costituzione (di nuova realizzazione) e via Torino (riqualificato). Si tratta di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado per un totale di circa 1271 studenti, che rappresentano quasi il 53% della popolazione scolastica dei due poli comprensivi.
A questo si devono aggiungere i due nidi comunali, entrambi riqualificati e provvisti di climatizzazione. Una situazione in controtendenza rispetto alla condizione del patrimonio edilizio scolastico italiano, al centro del dibattito pubblico di questi giorni sulle eventuali azioni di contrasto delle alte temperature in vista dell’imminente ritorno in classe degli studenti. Il massiccio piano di ammodernamento portato avanti dall’amministrazione guidata dal sindaco Mellone marca la sostanziale differenza con la situazione di quasi tutte le città italiane, piccole e grandi. Basti pensare che solo il 4,8 delle scuole pugliesi e il 6,4 di quelle italiane sono dotate di aria condizionata.
Una situazione a Nardò che negli ultimi dieci anni appunto è molto migliorata considerato che l’edilizia scolastica cittadina è stata sottoposta a un radicale piano di riqualificazione, anche dal punto di vista dell’efficientamento energetico. L’amministrazione comunale, così, ritiene doveroso un aggiornamento su una questione al centro del dibattito in questi giorni.

“La situazione a Nardò relativamente agli immobili scolastici climatizzati – evidenzia la vicesindaca Maria Grazia Sodero – è molto diversa da quella che emerge in Puglia e sull’intero territorio nazionale, dove – dati del Ministero alla mano – rispettivamente solo il 4,8% e 6,4% delle scuole risultano dotate di un impianto. Nella nostra città la percentuale è del 33,3%, quindi un immobile su tre è climatizzato, e copre oltre la metà degli studenti neretini. Questo è il frutto dello sforzo enorme della nostra amministrazione che in questi dieci anni ha trasformato l’edilizia scolastica cittadina, costruendo scuole nuove e progettando e intervenendo su tutte quelle esistenti. Non siamo costretti a rincorrere le emergenze, perché abbiamo pianificato e lavorato prima e oltre la crisi climatica. Naturalmente il gap che abbiamo non può essere colmato con risorse di bilancio e nessun Comune in Italia può farlo, per questo come abbiamo fatto con il Pnrr e con tutti gli altri bandi, ci butteremo a capofitto anche su questa, ultima, opportunità annunciata dal ministro Valditara per completare quanto intrapreso”.
Com’è noto, dunque, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni e il comfort per gli studenti e personale scolastico. Secondo le indicazioni che emergerebbero, dovranno essere direttamente gli istituti a fare richiesta di accesso ai fondi e, di conseguenza, l’amministrazione ha sollecitato le rispettive dirigenze a muoversi in questa direzione. Il sindaco Pippi Mellone, nella giornata di ieri, ha avuto un confronto telefonico direttamente con il ministro Valditara.
“Il rinvio dell’inizio dell’anno scolastico, come richiesta da più parti, non è una soluzione – spiega l’assessora all’Istruzione Mariacristina Libetta – ma più che altro un modo superficiale e semplicistico di affrontare un problema importante. Basterebbe far notare che i calendari scolastici tengono conto di tanti fattori e tanti obblighi di legge, a cominciare dal totale di ore di lezione da raggiungere e in tanti casi da laboratori e progetti previsti dai piani di studio. Serve spostare il focus sulle condizioni degli immobili e quindi su soluzioni più strutturali che attengono alla qualità, alla vivibilità e alla sicurezza dell’edilizia scolastica e su questo l’amministrazione comunale ha fatto e farà ancora tantissimo”.