La comunità studentesca contesta l’impostazione del ciclo di incontri e annuncia un seminario sugli stessi macro temi protagonisti : «L’Università deve essere luogo di confronto libero, rigoroso e plurale»
È stato approvato, presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, nell’ambito del corso di laurea in Servizio Sociale, il seminario dal titolo “Sesso, genere e il pacchetto gender”.
L’iniziativa, approvata al di fuori degli organi accademici a composizione mista con rappresentanza studentesca, ha suscitato le perplessità dell’associazione studentesca UdU Lecce, che ne contesta in particolare l’impostazione e la selezione dei testi di riferimento.
«Non mettiamo in discussione la possibilità di affrontare questi temi all’interno dell’Università, né intendiamo ridurre una questione complessa a una contrapposizione politica. Al contrario, proprio perché parliamo di temi che coinvolgono dimensioni sociali, politiche, normative e individuali, riteniamo necessario che vengano affrontati garantendo pluralismo, rigore scientifico e reale possibilità di confronto.»
Sia l’impostazione del seminario sia i testi individuati come riferimento restituiscono una lettura unilaterale dei macro-temi affrontati.
Sia l’impostazione del seminario sia i testi individuati come riferimento restituiscono una lettura unilaterale dei macro-temi affrontati. Tra i testi proposti compaiono “La cancellazione del femminile, il sessismo al contrario e la teoria del privilegio cisgender”, “Perché TERF è un insulto misogino” e “Il movimento trans è una menzogna”. Anche l’incontro dedicato ai minori trans, intitolato “I minori trans: liberazione o adattamento?”, propone contributi che mettono in discussione il modello di affermazione di genere, tra cui un testo che definisce “sbagliate” le conclusioni dello studio alla base di tale approccio. Le persone trans e le pratiche di affermazione della loro identità vengono, dunque, presentate prevalentemente come oggetto di contestazione.
Inoltre il seminario presentato viene riconosciuto agli studenti come credito formativo. Abbiamo richiesto all’Ateneo, attraverso una lettera, di approfondire la questione e fare luce sul seminario proposto, in quanto riteniamo che sia in contrasto con le scelte e le iniziative intraprese negli ultimi anni. Riteniamo che la questione riguardi anche il modo in cui l’Università decide di presentarsi, tutelare e di riconoscere le proprie attività formative. Se l’Ateneo promuove nei propri organi e nelle proprie iniziative principi non escludenti e antidiscriminatori, attraverso pluralismo e rigore scientifico, chiediamo che questi stessi principi siano garantiti anche nella scelta delle attività alle quali viene attribuito riconoscimento istituzionale e formativo».
Dichiara Chiara Ammassari, coordinatrice dell’Unione degli Universitari di Lecce.
«Per questo stiamo organizzando un seminario che riprenderà gli stessi macro-temi, con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto aperto e plurale. Non intendiamo sostituire un pensiero ad un altro, ma garantire alla comunità universitaria la possibilità di conoscere, approfondire e discutere letterature diverse sui temi affrontati. Riteniamo che garantire il confronto e il libero dibattito sia parte fondamentale della funzione dell’Università».
La comunità studentesca chiede pertanto all’Ateneo di assumere una posizione chiara sull’iniziativa, sulla sua diffusione e sull’eventuale riconoscimento di crediti formativi, affinché tali scelte siano coerenti con i principi di pluralismo, confronto e rigore scientifico che devono caratterizzare la didattica universitaria.