Nardò, 12 Dicembre – E’ di ieri la notizia dello scioglimento dell’occupazione dell’istituto tecnico “E. Vanoni”, sgomberato dalle forze dell’ordine in seguito alla richiesta del dirigente scolastico.L’occupazione è durata poco più di due giorni, durante i quali i ragazzi hanno realizzato diversi lavori di riqualifica degli ambienti scolastici, quali la pulizia dei servizi sanitari, del prato e del cortile esterno.

 

Non sono mancati, come da programma debitamente compilato e depositato tanto al dirigente quanto alle forze dell’ordine, laboratori di approfondimento su temi di grande attualità, primo tra tutti la “Buona scuola”, che insieme alle problematiche strutturali dell’istituto è tra le ragioni principali della protesta.

“Intendiamo smentire categoricamente quanto riportato da alcune testate giornalistiche, le quali hanno cercato di gettare fango sulle modalità e sulle ragioni della nostra protesta. Nessun esterno alla scuola ha passato la notte nell’edificio, all’interno del quale nelle ore notturne sono rimasti solo studenti maggiorenni iscritti regolarmente.

Per quanto riguarda le ragioni della protesta, – si legge in una nota diffusa dai rappresentanti dell’istituto – riteniamo che non possano essere definite né deboli né prive di fondamento, perché pretendere che migliorino le condizioni strutturali dell’edificio scolastico e che vengano effettuati i dovuti lavori di manutenzione è tra i nostri diritti. Protestare contro la riforma del settore scolastico, causa primaria di non pochi dei disservizi che subiamo quotidianamente, è un bisogno primario per chi come noi ha a cuore non solo le sorti della nostra scuola, ma dell’intero settore dell’istruzione.

Inoltre teniamo a specificare che la presenza del consigliere Mellone, quale cittadino e rappresentante istituzionale, è dovuta per favorire un dialogo tra noi studenti e il dirigente, scettico riguardo alle motivazioni che sorreggono la nostra protesta.

“Nei prossimi giorni terremo delle assemblee durante le quali verranno approfondite le tematiche previste dal nostro programma, ossia il fenomeno Xylella e l’emergenza in Siria.

Invitiamo chiunque volesse vedere cosa facciamo e le modalità di cui ci avvaliamo, – concludono i rappresentanti – a venire personalmente ad osservarlo, evitando ricostruzioni fantasiose basate su supposizioni o racconti di corridoio.

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