ANDRANO 22MAR:_ Nel tardo pomeriggio del 21 marzo 2017, i Carabinieri della Stazione di Specchia (Le), hanno sottoposto a Fermo di P.G., per violenza sessuale aggravata e continuata, un 55enne di Andrano (Le), censurato. La violenza è stata commessa nei confronti di una 12enne dalla scorsa estate fino a qualche giorno or sono.

E’ una brutta storia di violenza e infanzia negata quella che emerge nel tacco d’Italia. Tutto ha avuto inizio nel modo più banale possibile: una mamma che per puro caso ha preso il cellulare della figlia di soli dodici anni per una chiamata urgente. La prima schermata che si è aperta è stata quella di un video con immagini scabrose. Continuando a visionare il filmato, la mamma si è accorta che la “vittima” delle violenze era la sua povera bambina. La donna, senza frapporre indugi, è corsa a chiedere aiuto ad una Caserma dei Carabinieri lontana dal suo paese; la scelta è caduta sulla Stazione di Specchia (Le).
Immediate sono partite le indagini per scoprire l’identità dell’orco e di lì a poco i Carabinieri hanno bussato alla porta del violentatore ad Andrano (Le).
La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di accertare che i video memorizzati nel cellulare della bambina, inviati dal suo violentatore per minacciarla e continuare ad usarla, altro non erano che la punta dell’iceberg. Per mesi la vittima ha subito in silenzio, schiacciata dalla paura e dalla vergogna, senza avere mai il coraggio di raccontare alla madre cosa le accadeva.
Video terrificanti. Mai viste scene del genere. Questa le uniche frasi di chi ha avuto l’ingrato compito di visionarli e catalogarli, considerando che si tratta di Carabinieri “navigati”, alle soglie dei quaranta anni di servizio, induriti dall’esperienza di chi ha visto gran parte, ma a questo punto non tutta, la malvagità esprimibile degli esseri umani. Militari che avrebbero dato chissà cosa per poter “entrare fisicamente nel video” e strappare la bambina dalle grinfie dell’orco, ma ciò non era oramai possibile.
In alcune registrazioni, ovviamente acquisite agli atti dell’inchiesta, si sente chiaramente la bambina implorare il suo persecutore di lasciarla stare. Fatti poi confermati anche in sede di ascolto protetto, dinanzi al Tribunale per i Minorenni.
Il telefonino, il tablet e il computer usati dall’orco per riprendere i rapporti sessuali e nelle cui memorie digitali sono stati recuperati i video, sono stati sequestrati. L’uomo è stato tradotto nella Caserma di Specchia (Le) e poi sottoposto a fermo di P.G.
Il P.M. di turno disponeva l’accompagnamento presso la Casa Circondariale di Lecce ove si trova attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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