“Acqua che scorre” è il tema della IX edizione di “Crita. Festival delle arti”, rassegna itinerante dedicata allo spettacolo dal vivo, che mette in connessione l’arte con il territorio e le comunità, ideata e prodotta dalla cooperativa Ventinovenove con la direzione artistica di Gabriele Polimeno, Mary Negro e Giuseppe Bortone, presentata martedì 23 giugno, a Cutrofiano. Il festival è la programmazione estiva del progetto annuale CRITA! finanziato a valere sui fondi POC Puglia 2021-2027 e realizzato in partenariato i Comuni di Collepasso, Bagnolo del Salento, Cutrofiano, Galatone, Maglie, Zeronovenove con il patrocinio di Legacoop Puglia.

 

A partire da sabato 11 luglio e fino a ottobre, le piazze, palazzi storici, teatri e altri spazi culturali dei comuni di Bagnolo del Salento, Collepasso, Cutrofiano, Maglie e Galatone ospitano artisti protagonisti della scena nazionale, tra i quali lo scrittore e drammaturgo Stefano Massini, gli attori Andrea Pennacchi e Angela De Gaetano, il pluripremiato Mario Perrotta, il cantautore Gnut, la linguista Vera Gheno e l’attrice comica Arianna Porcelli Safonov a cui è affidato il compito di inaugurare la rassegna con la sua tagliente ironia.

 

Per l’edizione 2026 CRITA! sceglie l’acqua come immagine guida: elemento fragile e potente, capace di attraversare i luoghi, modificare i paesaggi, unire comunità, scavare memoria e generare futuro. Dopo le precedenti edizioni dedicate al rapporto tra arte, territorio, comunità e partecipazione, il festival continua il proprio percorso nei paesi del Salento, con particolare attenzione ai comuni del bacino

dell’Asso e ai luoghi in cui la cultura può diventare occasione di incontro, rigenerazione e racconto

collettivo. “Acqua che scorre” è un invito a non restare fermi. A riconoscere che i territori, come le persone,

vivono solo se attraversati: da storie, relazioni, visioni, desideri. L’acqua diventa così metafora di una

cultura che non si chiude nei contenitori tradizionali ed è un elemento fondamentale che richiama anche il titolo della rassegna: la creta. Senza acqua l’argilla resta polvere, con l’acqua diventa forma. Allo stesso modo, senza relazione la cultura rischia di restare evento isolato.

 

Si parte da Cutrofiano sabato 11 luglio dove in piazza Municipio, alle 21 (ingresso libero con offerta) Arianna Porcelli Safonov porta in scena il suo spettacolo di stand up comedy “Minotauri contemporanei”, un’indagine satirica sull’individuo contemporaneo e sulle molteplici identità che costruisce. Il Minotauro diventa metafora di una condizione ambigua: tra desiderio di autenticità e bisogno di riconoscimento. Non più mostro né vittima, ma figura intrappolata in narrazioni condivise. Una scrittura lucida che osserva, smonta e restituisce complessità senza offrire consolazioni.

“Con CRITA! 2026 vogliamo continuare a immaginare la cultura come qualcosa che scorre, che

raggiunge anche i luoghi più piccoli, che mette in movimento energie e comunità”, dichiarano Gabriele Polimeno e Mary Negro, direttori artistici del progetto, “L’acqua non forza, ma trasforma. Non cancella, ma lascia tracce. È questa l’immagine che vogliamo portare dentro il festival: un attraversamento gentile e necessario dei nostri paesi”.

 

DICHIARAZIONI 

 

Crita è un festival che nasce da una scommessa ambiziosa e profondamente identitaria: portare la cultura nei luoghi, anche quelli più periferici del Salento, e trasformarli in spazi vivi di arte, teatro e pensiero. È un’idea che continua a dimostrare quanto la cultura possa essere uno strumento concreto di rigenerazione dei territori e delle comunità. Il titolo di questa edizione, “Acqua che scorre”, racconta perfettamente questo spirito: la cultura come un flusso continuo che attraversa i luoghi, li nutre e li rigenera, proprio come l’acqua fa con la terra. Un movimento che non si ferma e che porta energia, confronto e crescita. “Crita” viene da “critare”, cioè gridare: è il modo con cui si afferma una presenza, si dice “ci siamo”. Un grido che diventa voce collettiva, comunitaria, e che restituisce centralità a luoghi e persone, dando forma a uno spazio-tempo dedicato interamente all’arte in tutte le sue declinazioni. E non è un caso che “Crita” richiami anche la creta: una materia viva, generativa, che nelle mani degli artisti diventa forma, bellezza, oggetto unico. È questa la forza del festival: ogni creazione nasce da un contesto preciso, da una storia e da una comunità, e proprio per questo è irripetibile. “Crita” è dunque un incontro tra linguaggi, territori e persone che si riconoscono nella cultura come spazio di relazione e crescita. Un festival che non si limita a portare eventi, ma costruisce legami e lascia tracce, come l’acqua che scorre e come la creta che prende forma e resta”Loredana Capone, consigliera regionale

 

La comunità di Galatone accoglie ancora una volta, gli appuntamenti del CRITA Festival con immenso orgoglio e profonda felicità. Ospitare questa rassegna nella nostra città non significa solo aprire le porte a spettacoli di grande qualità, ma riaffermare Galatone come un centro pulsante di condivisione, arte e crescita sociale. Il lavoro che la Cooperativa Ventinovenove sviluppa sul nostro territorio è un dono prezioso: trasforma i nostri spazi urbani e storici in luoghi d’incontro dell’anima, dove i cittadini di ogni età possono rispecchiarsi, emozionarsi e sentirsi parte di un cammino comune. Integrare il CRITA nel cuore di Galatone significa scommettere sulla bellezza come motore di coesione, offrendo alla nostra comunità un’estate di cultura, inclusione e meraviglia”Flavio Filoni, sindaco di Galatone.

 

Crita è arte che si trasforma: arriva, parla, dona e porta via… è come l’acqua che scorre e mentre lo fa muta e modella ciò che incontra e lascia il segno del suo passaggio…. È questa la suggestione che mi viene in mente pensando al Crita Festival…da sempre! Sono sinceramente grata alla cooperativa culturale Ventinovenove, nelle persone di Gabriele Polimeno e Mary Negro, per aver scelto e inserito Bagnolo del Salento, comune nel quale sono sindaca, all’interno di questo festival, proprio in coincidenza con il suo nono anno di vita. L’ arrivo dell’arte, soprattutto nei piccoli centri, è un privilegio evidente perché la danza, il teatro, la musica non arrivano solo per essere visti, ma per interrompere la routine e offrire ai cittadini nuovi “occhi” per guardare le proprie strade, le proprie piazze e, in definitiva, la propria identità. Infine, per l’importante valenza sociale e rigenerativa delle cooperative e associazioni culturali, lancio un appello alle istituzioni regionali, affinché si creino percorsi più accessibili e strutturati per il sostegno e supporto alle loro attività culturali. Bagnolo è lieto di fare parte integrante di questo processo artistico”. Irene Chilla, sindaca di Bagnolo del Salento.

 

A nome di tutta la comunità di Maglie e dell’Amministrazione Comunale che rappresento, esprimo vivo plauso alla cooperativa Ventinovenove per l’avvio della nuova edizione del Crita Festival delle Arti. Il tema scelto per quest’anno, “Acqua che scorre”, incarna perfettamente lo spirito di una rassegna che, come un fiume in piena, attraversa il nostro Salento portando linfa vitale, bellezza e riflessione profonda nelle nostre piazze e nei nostri borghi. Il teatro, la musica e la danza non sono solo intrattenimento, ma pilastri fondamentali per la crescita sociale, l’inclusione e la valorizzazione della nostra identità territoriale. Maglie guarda con profonda ammirazione e spirito di collaborazione a festival itineranti come Crita, capaci di unire i comuni del nostro territorio in un unico, grande palcoscenico a cielo aperto. Il vostro “gridare” l’arte e la cultura è un richiamo potente a cui rispondiamo con entusiasmo, certi che la bellezza sia lo strumento più forte per unire le nostre comunità. Ai direttori artistici Gabriele Polimeno, Mary Negro e Giuseppe Bortone, a tutti gli artisti coinvolti e alla macchina organizzativa, vanno i miei migliori auguri per un cammino ricco di successi e di grandissima partecipazione. Buon festival a tutti!” Ernesto Toma, sindaco di Maglie.

“Siamo felici di ospitare sul nostro territorio la coop Ventinovenove  e le sue creature teatrali, di vivere quotidianamente il lavoro al tornio di un festival come Crita, che modella l’anima, che le dà forma, che la rende visibile e sensibile. È un fiume di arte che sorge dall’anima più tormentata e felice che può dare la nostra terra”. Luigi Melissano, sindaco di Cutrofian“Per il quinto anno consecutivo il cartellone estivo dell’estate collepassese ospita il Festival Crita.Un incontro fortunato quello con la che ha portato nella mia Collepasso spettacoli teatrali importanti da Pennacchi a Celestini, da Perrotta a Chiarello con tantissime novità per questa edizione 2026. Come Amministrazione abbiamo deciso di puntare  su una offerta culturale di qualità per la promozione del nostro territorio che, senza l’apporto del festival Crita, non sarebbe possibile” Laura Manta, sindaca di Collepasso.

 

 

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