Gli episodi di violenza tra giovanissimi nella nostra provincia impongono una riflessione che supera la semplice emergenza. I provvedimenti restrittivi e l’aumento dei controlli sono risposte necessarie per arginare i singoli fatti. La sola logica repressiva, tuttavia, interviene a danno già compiuto. Per affrontare questa situazione occorre guardare alla radice del problema.
La verità da affrontare riguarda l’assenza di spazi dedicati alle nuove generazioni. C’è un muro di silenzio e omertà da rompere, a partire dalla quantità di droga che circola tra i ragazzi nei nostri comuni. Questo vuoto strutturale ricade sulle istituzioni, sulle famiglie spesso lasciate sole, e colpisce prima di tutto la vita dei giovani stessi, spegnendo le loro ambizioni e impoverendo il loro presente.
La strada per cambiare rotta passa dalle iniziative di dialogo tra pari e dallo sport. Servono spazi di aggregazione e luoghi in cui i giovani possano parlare con i giovani, contesti in cui il malessere e le difficoltà possano emergere liberamente e incanalarsi positivamente prima di trasformarsi in violenza.
Garantire la sicurezza urbana significa cambiare radicalmente la prospettiva d’intervento. Accanto al lavoro delle forze dell’ordine, che presidiano il territorio con dedizione, serve un piano straordinario di investimenti sociali promosso dalle istituzioni locali e regionali. Investire sulla sicurezza significa finanziare l’apertura di aule studio comunali fruibili anche nelle ore serali, sostenere lo sport accessibile a tutti, valorizzare le associazioni e creare centri di ascolto capaci di intercettare il malessere prima che esploda.
La vivibilità delle nostre marine e dei nostri centri storici dipende dalla capacità di governare i flussi e, contemporaneamente, di includere i giovani in progetti di cittadinanza attiva. Sottrarre terreno all’illegalità e alla violenza richiede una presenza costante dello Stato, che si manifesta attraverso i servizi e le opportunità di futuro.
“La sicurezza delle nostre città si misura dalla qualità delle opportunità che offriamo,” dichiarano Stefano Minerva e Graziana Ronzino. “Dobbiamo avere il coraggio di rompere l’omertà sull’isolamento e sulle sostanze che circolano nei nostri comuni di provincia. Intervenire prima che si arrivi alle armi bianche significa fare investimenti concreti sui ragazzi. Occorre dare loro alternative reali alla strada, centri in cui incontrarsi e la certezza che le istituzioni presidiano il territorio con i servizi, senza lasciarli soli.”
Il nostro impegno come genitori, associazioni, partiti politici, amministratori e rappresentanti politici deve partire da queste considerazioni, facendole diventare il lavoro quotidiano di chi ha buona volontà e continua a volersi spendere per i nostri territori.