(AGI) – Roma, 10 lug. – Lo stillicidio dell’inarrestabile lancio di razzi dalla Striscia di Gaza e l’automatica rappresaglia dei raid aerei israeliani non si arresta. Non solo: nulla, al momento, lascia sperare in un cessate il fuoco nonostante gli appelli dell’Onu e di tutti i leader mondiali.

Nel terzo giorno l’offensiva israeliana su Gaza ha causato fino 88 morti, di cui 20 minori.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, aprendo una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza, ha lanciato un appello per una tregua tra israeliani e palestinesi, sottolineando che “una volta ancora, i civili palestinesi sono stretti tra l’irresponsabilita’ di Hamas e la risposta dura di Israele”.

 

Ban ha condannato il lancio di razzi da parte di Hamas e la Jihad Islamica contro Israele, definendo al contempo “intollerabile l’uso eccessivo della forza” che “mette in pericolo le vite dei civili”. “La preoccupazione primaria” e’ la sicurezza e il benessere dei civili, ha ricordato il segretario generale. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, pero’, ha fatto sapere pero’ che un cessate il fuoco “non e’ in agenda” e il suo ministro della Difesa, Moshe Yaalon, ha avvertito che i raid proseguiranno: “Continueremo ad attaccare Hamas e le altre organizzazioni terroristiche sistematicamente e finche’ ne varra’ la pena. Non tollereremo alcun altro razzo contro le nostre comunita’ e i nostri cittadini”.

 

Gli Usa, il grande alleato di Israele confermano il “il diritto di Israele a difendersi contro questi attacchi”, perche’, “nessun Paese puo’ accettare che razzi siano sparati contro civili”. Allo stesso tempo, ha chiarito il portavoce del dipartimento di Stato, Jen Psaki, “nessuno vuole vedere un invasione di terra israeliana di Gaza”, e ha auspicato che che “proprio per questo e’ cosi’ importante raggiunge una de-escalation (allentamento della tensione)”.

Il sistema anti-missile Iron Dome comunque funziona e finora, secondo dati israeliani, ha intercettato il 90 per cento dei razzi, compresi due lanciati verso Gerusalemme.

Il bilancio assolutamente provvisorio del conflitto fornito da Ban Ki-moon e’ di 550 razzi e missili dalla Striscia di Gaza contro Israele e 500 raid dello Stato ebraico sull’enclave.

Almeno 88 palestinesi sono morti, in maggioranza civili, e 339 feriti, con circa 150 abitazioni distrutte o gravemente danneggiate e quasi 900 persone sfollate. Tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale, ha sottolineato Ban, compresi i gruppi armati palestinesi.

 

“Israele ha legittime preoccupazioni di sicurezza ma io sono preoccupato anche dei molti morti e feriti palestinesi come risultato delle operazioni israeliane”, ha affermato il segretario generale Solo nell’ultima notte, sono morti 22 palestinesi, cinque dei quali bambini. Una piccola di 5 anni e’ morta a Beit Lahia. Un missile ha fatto strage in un caffe’ sul mare a Khan Yunis, dove i palestinesi stavano assistendo alla semifinale dei Mondiali tra Argentina e Olanda: sono morti in 8 e 15 rimasti feriti. Un’ora piu’ tardi, i caccia con la stella di David hanno colpito in un’altra zona della citta’, causando la morte di 4 donne e altrettanti bambini. (AGI) .

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