Nardò,21 ottobre_ di COSIMO POTENZA_Gli avvenimenti deplorevoli  di questi ultimi giorni in città su una “scazzottata” di giovani presunti militanti destrorsi sinistrorsi allarma non poco un’opinione pubblica lontana da presunti meccanismi, subdoli, creati ad arte da presunti “giustizialisti” apparsi dopo la notte del 19 giugno 2016, sullo scenario di una comunicazione soggettiva a cui l’onestà intellettuale è un tallone di Achille tanto da nutrire forti dubbi su una presunta democrazia partecipata da loro ostentata ,con una certa faciloneria, a cui forse ora nessuno da più credito Vogliamo condividere questa premessa:  se è in atto un’azione giuridica confidiamo ad un chiara e asettica versione dei fatti così da confutare i seri e allarmanti dubbi che ruotano su chi oggi diffonde le sue verità come fosse sempre la fine del mondo. Prendiamo spunto da un post apparso il 20 ottobre 2017 su Facebook da un nostro attento collaboratore : “Il “bufalismo” dei soliti noti e il sensazionalismo d’accatto di pseudo-intellettuali dell’ultima ora ha il sapore disgustoso proprio dei mestatori di deiezioni semantiche.. il pestaggio immaginario sul quale in tanti stanno consumando i propri preziosi polpastrelli di inquietante ha solo la dabbenaggine di creduloni interessati…Sarebbe opportuno che l’Autorita’ Giudiziaria e qualche Ordine professionale cominciasse ad occuparsi del <<procurato allarme>> generato scientemente da generatori seriali di Fake News” Vincenzo Candido Renna. La denuncia appare evidente su i continui allarmismi che si levano solo e soltanto da un’argine a cui fa da sponda uno sparuto pensiero che con una comunicazione monotematica  è risoluto, riprova di un modus operandi riconducibile ad un’azione politica d’opposizione all’attuale governo scevro da  delega di un elettorato che ha voluto,democraticamente, esprimersi a favore di chi “dimostrando con la prassi quotidiana il proprio valore” di rappresentarlo, e non come oggi accade vomitare a prescindere e ledere l’immagine di una comunità che , viva la democrazia!, non si identifica in Masanielli e affini. Preoccupa non poco quando il dialogo sfocia nelle forme ipocrite che alterano una visione d’insieme dove il fine che giustifica i mezzi millantati per libertà, sono agli antipodi dello stesse parole che qualche presunto informatore bislacco, in modo irresponsabile, sciorina a un lettore che vuole trovare soprattutto nei social ,espressione delle più becere manifestazioni virali, una valvola alle sue frustrazioni a buon mercato senza troppi sforzi ma avvenuto a esprimersi, con i fatti, a favore del solito ma più proficuo “Do ut Des” nell’urna elettorale, ovviamente. Una comunità internauta, ricordiamo a qualche smemorato, che non rappresenta se non un millesimo di chi oggi assiste basita alle continue diatribe di una presunta politica litigiosa dove la “zuffattina” quotidiana unta di “se e di ma” droga presunte menti razionali prestate pro tempore a un’opposizione ,democraticamente eletta, con noto pedigree al seguito, è sterile a imbastire proposte tanto da non “dimostrare con la prassi quotidiana il proprio valore” … ergo: tanto rumore per nulla! Desideriamo rimandare al mittente chi osa scrivere ancora una volta che questa comunità è omertosa con i suoi presunti silenzi o peggio la presunta latitanza da una partecipazione attiva alla vita della nostra città. Un opinione pubblica che si indigna, giudica ed esprime il suo pensiero nelle sedi reputate come le definite antidemocratica?