LECCE, 12 ottobre 2026 – «Sosteniamo la mobilitazione convocata da UdU Lecce presso Studium 2000, un’iniziativa che porta nel nostro territorio le rivendicazioni per il diritto all’abitare per le quali i Giovani Democratici hanno promosso nei giorni scorsi un accampamento nazionale a Piazza Bologna, a Roma, al quale siamo stati presenti l’altro ieri anche noi come GD Lecce per denunciare il caro affitti e chiedere maggiori investimenti per contrastare la crisi abitativa che riteniamo non sia un problema individuale, ma una questione politica che richiede risposte collettive. È il momento di unire le forze e trasformare queste rivendicazioni in risultati concreti». Lo dichiara Enrico Bove, Segretario dei Giovani Democratici di Lecce, annunciando il sostegno del circolo cittadino alla mobilitazione in programma da lunedì 12 ottobre.
«Non possiamo continuare a chiedere ai giovani di essere autonomi e indipendenti, mentre si sottraggono loro le condizioni materiali per esserlo. Il diritto allo studio perde significato quando mantenersi all’università diventa un privilegio, con il diritto al lavoro che rischia di ridursi a una formula vuota quando uno stipendio non permette di pagare un affitto. La casa non è una merce qualsiasi e l’indipendenza non può essere un lusso riservato a chi nasce in condizioni economiche agiate», prosegue Bove. Per i Giovani Democratici di Lecce, la questione abitativa richiede interventi strutturali capaci di contrastare l’aumento dei canoni di locazione, la speculazione immobiliare e la progressiva espulsione delle fasce economicamente più fragili dai centri urbani. Una battaglia che deve accompagnarsi alla difesa dell’istruzione, della sanità e del trasporto pubblico, rimettendo al centro la funzione sociale dei servizi essenziali.
«Abbiamo ricevuto ieri sera l’invito da UdU – continua Bove – per cui, compatibilmente con i tempi necessari, cercheremo di organizzarci internamente per assicurare una nostra presenza all’accampamento al fine di portare il contributo politico dei Giovani Democratici di Lecce a una mobilitazione di cui condividiamo le rivendicazioni e per contribuire alla costruzione di una vertenza collettiva che rimetta in discussione le priorità dell’agenda politica in merito a una diversa distribuzione della ricchezza e delle risorse pubbliche. La sfida è trasformare il disagio individuale in coscienza collettiva e la protesta in una proposta capace di incidere sulle scelte istituzionali del Paese: su questo terreno intendiamo continuare a impegnarci, insieme a tutte le realtà che condividono la necessità di un cambiamento strutturale. Abbiamo contribuito a lanciare questa mobilitazione su scala nazionale e vogliamo continuare a darle forza anche nella nostra città, insieme a chiunque ne condivida le ragioni. La convergenza tra organizzazioni studentesche, associative, sindacali e politiche può rappresentare l’occasione per costruire un percorso comune e duraturo attraverso il quale il diritto all’abitare non diventi la battaglia di una singola sigla, ma una questione generazionale sulla quale esercitare fino in fondo la nostra responsabilità politica», conclude Bove.