La Fionda di Parole : #votame

Difficile non annoiarsi in letture giornaliere da penne fumanti pronte a tutto per un minuto di notorietà. Dalle solite candidature più o meno note e dico note per le comprovate strombature politiche collezionate , il parterre mediatico di FB non lesina sconti per la prossima tornata elettorale in questa città. Da una parte un armada devota al Mellone pragmatico. Ambiziosa ,erudita quanto basta e quanto basta motivata a cavalcare l’onda del RAS.

Dall’altra un incognita ma con una faccia tosta a cui occorre riconoscere il termine tosta per quel sottile masochismo ostentato con una certa disinvoltura,figlia di evidente latitanza nel comprendere lo stato dell’arte in cui si crogiola il neritino  da cinque anni quasi di amministrazione Mellone. Neritino  favorevole a farsi ammagliare da infrastrutture e affini ,che certamente i predecessori melloniani hanno sognato , o cercato di far credere di sognare viste le derive documentate, e realizzate in quei simulacri politici che hanno imbruttito il sostantivo femminile : bella . Una città vittima di pressappochismo , di spocchiose deiezioni semantiche coniate a tempo per lobotomizzati di tutte l’età e ceto, intolleranti ai cambiamenti, figuriamoci quelli  in corso d’opera.

Tuttologi con la puzza sotto il naso. Stacanovisti all’occorrenza, quanto basta ,per salvare il salvabile da una presunta dilapidazione di denari per mano di amministratori che hanno il piglio di ridare dignità a una città . Mai nulla è stato osato dopo il 13 giugno del 1973 . Mai nulla è uscito oltre quella parvenza , apparente, di una continuità nel  sopravvivere a se stessi.

Ovviamente , esilarante è l’uso abuso delle maiuscole per rafforzare concetti che rimandano a dolorosi ricordi indelebili. Pressappochismo , apatia e bugie vestite a festa per prendere per il naso , scusate lo slancio di generosità in fatto di destinazioni anatomiche , allocchì che per un mancato diritto venuto meno per colpa di una pista ciclabile hanno lanciato una campagna contro a prescindere verso chi ha  la sola colpa di destabilizzare con nuove infrastrutture la loro apatica vita … loro untori di professione per uno scranno sono disposti a tutto e quando dico tutto provate a misurare sino a 100 per non riesumare incompiute, strafalcioni politici e chi più ne ha più ne metta di inutilità che hanno seriamente penalizzato indotti lavorativi dalle potenzialità dichiarate ma castrate  da utopie di indirizzo politico.

L’alternativa a chi non ha nulla da proporre si affida a forme di governo salvagente , è tempo dei comitati di salute pubblica confezionati o in corso d’opera per rintuzzare il male rappresentato nelle vesti del nemico numero uno di questa città che non è certamente Mellone ma un nemico assai subdolo : il coraggio, di cambiare. Nemico per chi desidera ardentemente di ripristinare un ordine costituito in anni di pressappochismo. La storia, purtroppo, si ripete. A fronte di una progettualità quasi militare “l’Armada Mellone 2” si rafforza di soggetti giuridici che sino a ieri erano critici,bastion contrario della “Rivoluzione” ( non Copernicana) dei ragazzi del ‘84, si assiste allo stillicidio lento,inesorabile di faide e affini che farebbe arrossire di vergogna lo stesso Macchivelli per aver coniato nel “Principe” l’adagio : “ il fine giustifica i mezzi” . Evidentemente non è stato a Nardò per documentarsi come si impasta la politica ad personam …. uno scolaretto a confronto dei centenari che si ripropongono ad ogni tornata elettorale …  #votame

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