Niente aumento della social card ma ai revisori dei conti vengono aumentati del 10% gli stipendi. E il Patto di Stabilità, appare ormai certo, verrà sforato.

 

 

Bocciati gli emendamenti dell’opposizione. Niente aumento a 100.000 euro della social card ma solo 40.000. Soldi che serviranno a dare una piccolissima boccata d’ossigeno a 502 famiglie. 80 euro a nucleo familiare la media. Se fosse passata la proposta dell’opposizione si sarebbero potute aiutare 1255 famiglie anziché 502. O quelle 502 avrebbero potuto avere una media di 200 euro ciascuna, utili a trascorrere un Natale un pò più sereno.

Risi ed i suoi, però, non la pensano così ed hanno respinto le proposte dell’opposizione di tagliare il Fondo di Produzione destinato ai dirigenti per 60.000. Col parere negativo, ovviamente, della dirigente del settore economico finanziario chiamata ad esprimersi su un emendamento che, tra l’altro, la riguardava personalmente.

Ancor più assurde le argomentazioni e le spiegazioni fornite dal sindaco sul secondo emendamento, quando la sua retorica e la sua mancanza di concretezza hanno superato ogni limite. Al consigliere Mellone, che chiedeva una decurtazione delle somme previste (1.380.000 euro) per i debiti fuori bilancio essendo ormai trascorso inutilmente il termine ultimo per il riconoscimento dei debiti (il 30 settembre 2014), la dirigente ha replicato che i 151.000 euro attualmente disponibili non possono essere toccati per non sforare il Patto di Stabilità.

Peccato che i revisori – quelli a cui sono stati aumentati gli stipendi e che, come il precedente Collegio, continuano a bocciare i conti dell’Amministrazione – ripetano ormai da tempo (l’ultima volta nel parere sull’assestamento di bilancio del 25 novembre) che il Patto è già bello che sforato.

Dal canto suo Risi, com’è avvenuto in passato e forse per “tranquillizzare” i suoi chiamati ad assumersi le ennesime responsabilità, ha sostenuto che il parere dei revisori è “errato” perché non tiene in considerazione alcune somme. Quando però il consigliere Mellone ha chiesto quali fossero queste somme e quale l’ammontare, il sindaco non ha saputo rispondere se non con un laconico: “in questo momento non sono in grado comunicargliele”.

Insomma forti con i deboli e deboli con i forti. Appare oggi più che mai evidente che a Risi e ai Suoi non interessino le proposte o il merito delle questioni ma semplicemente tirare a campare. Con questa lenta agonia, però, si stanno devastando i conti (patto di stabilità sforato e procedura davanti alla Procura della Corte dei Conti pendente e dagli esiti incerti) e distruggendo l’economia cittadina, con tasse elevatissime (Imu ed Irpef al massimo consentito), evidenziando senza alcuna remora la scarsa attenzione verso i più deboli. E nel 2015, come annunciato ieri dal primo cittadino, è in arrivo una Tasi al massimo consentito. Giusto per dare il colpo di grazia alle famiglie neretine.

 

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