Un “movimento” di indignati a Nardò, assistiamo a scene di vita politica moderna che affronta vecchi problemi partoriti da vecchi “moderatori” della politica non ancora pentiti. Tutti lì pronti a segnalare una propria emozione di spiccata sensibilità sociale ma contortamente politica con l’intento di reclamare una improbabile verginità morale che nessuno concederà mai.

Ma, questa amministrazione alla fine chi l’ha voluta, votata, condivisa “convissuta” elogiata poi derisa ma anche appoggiata nelle sue scelte in maniera più o meno velata? E questa classe politica?Dunque, siete contro questo sistema che dite marcio oppure siete complici?

Tutti ma proprio tutti a gridare ai vincitori prima la loro ammirazione poi il loro disprezzo in ultimo, puntando l’indice, gli sberleffi, non ci rappresentate e non rappresentate adeguatamente questo territorio, questi cittadini i loro diritti, siete litigiosi perennemente in discordia.

Ci viene in mente il filosofo Gorgia il quale tenendo un discorso ai cittadini filosofeggiava più o meno alla stessa maniera. Uno degli uomini presenti interpellandolo , esclamò: Ricorderemo di buon grado le tue parole; ma per quale motivo non cominci tu a seguire i tuoi precetti? Infatti a casa tua siete tre: tu, tua moglie ed uno schiavo, e ogni giorno, da mattina a sera, siete soliti litigare aspramente e gridare ad alta voce, recando grandissimo fastidio ai vostri vicini. Tu, per prima cosa, riporta l’armonia tra le pareti di casa tua e noi ci conformeremo alle tue parole”.

Come dire, siamo di fronte ad una opinione pubblica dal contestuale “surplus etico” implicitamente in cerca di una rappresentanza in realtà mai voluta perché si sa il potere è potere mai delegarlo!

Esageriamo forse nell’ammettere che dal punto di vista elettorale questa è una comunità di indecenti masochisti che dando ciclicamente fiducia all’amico dell’amico votando l’incapace di turno ha condannato questo paese ad una sofferenza oltre ogni limite? Mentre non votando finisce comunque per favorire lo stesso incapace?

Questa è una città anestetizzata da una fetta di disinformazione e dalle evidenti balle che raccontano molti politici e amministratori che si riempiono la bocca di belle parole ma proprio perché dette da loro hanno un suono stridente e sappiamo il perché, sta di fatto che impediscono una reale rivolta morale un cambiamento.

Sembrerebbe assistere ad un corteo funebre dove partecipano tutti gli indignati “fasulli” di questa città che come moderne “prefiche o praeficae” intonando neniae piangono teatralmente il defunto.

A noi non resta che partecipare per dovere di cronaca a questa surreale veglia funebre che dichiara la morte dei diritti in questa città e metaforicamente dispensare dall’intervenire con il loro sdegno chi sdegnarsi non può.

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